158
Ieri il primo allenamento, oggi la presentazione, Cristian Brocchi inizia la sua avventura sulla panchina del Milan e a introdurre la conferenza ci ha pensato l'ad Adriano Galliani: "Benvenuti a Milanello per la presentazione di Cristian Brocchi, lo conoscete già come allenatore della Primavera ma ora è qui come allenatore della prima squadra".

PARLA BROCCHI - Il protagonista è Brocchi che prima di tutto rende onore all'ex allenatore Sinisa Mihajlovic per poi spiegare cosa può portare di nuovo al Milan: "Voglio proseguire nella cultura del lavoro che questo gruppo già ha, hanno lavorato molto bene sotto questo punto di vista. Ho sempre visto e trovato un gruppo che ha voglia di allenarsi nel corso della settimana, e questo è merito di Mihajlovic. C'è la voglia ora di portare la mia metodologia e il mio modo di allenare che non è detto siano migliori ma possono essere diversi, lavoro studiato in un percorso per aiutare i ragazzi a mettere in campo ciò che si fa in allenamento".

Dopo le dichiarazioni programmatiche i fatti, ieri il primo giorno di allenamento e Brocchi racconta tutte le prime sensazioni sul lavoro svolto: "Non è semplice, ieri il primo giorno ed è particolare perché non si schiaccia on/off nella testa dei giocatori, un cambio ti segna e ti dà da pensare. Cambiare persone può essere triste, ma è stato un impatto buono e del resto ha inciso l'essere un volto noto in questo ambiente e non uno sconosciuto. Sto iniziando a fare qualcosa di mio, sto facendo capire ai ragazzi le mie volontà e perché faccio un certo tipo di lavoro".

Si parla di campo, del modulo con il possibile ritorno al 4-3-1-2 e Brocchi ha le idee chiare: "E' uno dei moduli con cui ho giocato, ho sempre giocato e allenato con il centrocampo a tre e poi davanti si può cambiare, mi piace avere alternative. Il trequartista mi piace, ma la cosa più importante è capire come possono giocare gli interpreti".

Ma chi nel ruolo di trequatista? Tra Bonaventura e Honda, Brocchi sceglie: "Bonaventura e Honda hanno caratteristiche ideali mi piacerebbe lavorare con questo sistema ma non è detto che funzioni solo perché ha funzionato in passato. Mi piace giocare anche allargando gli esterni".

Di Mihajlovic c'è però da raccogliere l'eredità e soprattutto rimettere in piedi il Milan, Brocchi però non pensa che questo comporti necessariamente eliminare la sua presenza e la sua breve storia in rossonero: "Ho letto che altri lo fanno, non screditerò mai Mihajlovic, ho un bel rapporto con Sinisa. L'ho chiamato ieri ed è stao un signore come lo è sempre stato. Non toglierò Mihajlovic dalla loro testa, la speranza è ricreare un grande rapporto con i giocatori".

NESSUNA PAURA - Un Brocchi ambizioso, che non ha alcun timore di essere bruciato nonostante il contratto lo leghi al Milan solo per sette partite (6 campionato + finale Coppa Italia), sette esami che potrebbero non essere superati: "Mi fa piacere la domanda e il paragone con Seedorf e Inzaghi, in questi mesi la parola bruciare è stata usata in termini esponenziale: non è questione di bruciarsi, è giocarsi un'opportunità. Poi se le cose dovessero andar bene siamo tutti bravi, se vanno male bisogna essere umili e ripartre: sono qui e mi gioco questa chance con la massima voglia, non ho paura ma tranquillità. So cosa posso fare e qual è il mio pensiero, il mio 110% lo darà tutto il mio staff. Il contratto breve? Ho sempre messo l'aspetto economico in secondo piano, non è un contratto a darti serenità ma il tuo lavoro, non mi interessa avere le spalle coperte ma solo il bene del Milan. Se le cose vanno bene tutto arriva di conseguenza, se no ho l'umiltà necessaria per continuare il mio percorso".

Brocchi mantiene grande equilibrio, questa la sua filosofia, ma le emozioni si sono fatte sentire al momento dell'annuncio: "Quando me l'hanno detto in maniera ufficiale c'è stata un'emozione indescrivibile, per me è il ventesimo anno al Milan e trovarmi dove sono dopo un percorso del genere è la cosa più bella del mondo. Metto in gioco le speranze e sogno di restare la prossima stagione".
Per le sue speranze e le sue emozioni c'è anche però la diffidenza di molti, non è però un problema per Brocchi: "Esiste e la capisco, ma non mi fermo. Ognuno è libero di esprimere il suo pensiero, non ho mai cercato sponsorizzazioni e sono sempre stato me stesso".

MENTALITA' E... ATTACCARE! - Prima del futuro c'è da pensare al presente, ma come si cambia una squadra a sei partite dal termine del campionato? Brocchi ha già le idee chiare: "Vanno vinte per arrivare bene alla Juventus, ormale che non si possa entrare a piedi pari ma serve l'intelligenza di mettere dentro segnali ogni giorno in campo e fuori, cercheremo di fare di necessità virtù".

Uno dei limiti del Milan di Mihajlovic è stato il gioco, l'ex tecnico della Primavera ha la sua ricetta: "C'è bisogno di equilibrio e di mentalizzare la squadra: la squadra si alleni per come giochi e giochi per come si alleni. Bisogna far entrare nella testa dei giocatori quali sono le richieste, ognuno di loro deve fare ogni giorno un passo avanti. L'aspetto metale è fonamentale, chiedo sempre di attaccare e non lasciare il comando del gioco agli avversari. Ho già iniziato ieri, bisogna aggredire e tenere noi la palla, un compito stimolante".

Il problema principale però resta l'aspetto mentale e Brocchi ha un assistente per risolvere il problema: "Sarà con me un membro dello staff che mi ha aiutato in Primavera, l'importante è dare sicurezze ai giocatori che in alcuni momenti vanno in difficoltà: più sicurezza, più tranquillità e consocere il gioco, così si va tutti meno in difficoltà".

ROSA SOTTO ESAME - Tra i compiti di Cristian Brocchi anche quello di valutare la rosa della squadra nella sua interezza in vista del prossimo mercato, il tecnico si è già fatto un'idea sul valore della rosa: "Il livello è buono, la speranza è che alcuni giocatori possano credere di più nei propri mezzi, molti hanno reso meno di quello che possono ma non per colpa di Mihajlovic. Bisogna ragionare per il bene del gruppo, perché quando il gruppo lo mette nelle condizioni idali anche il singolo emerge".

Nella testa di Brocchi dunque recuperare anche alcuni singoli che si sono persi, tra questi Mario Balotelli: "Affascina e stimola l'occasione di allenarlo e recuperarlo, è un giocatore imporante e a me piace molto, se dovesse giocare come ha giocato l'ultima può essere importante ma non c'è solo lui: tanti si giocano moto, se non hanno spirito o voglia per riconquistarsi o confermare il posto è complicato ma ho visto nei loro occhi la volontà di fare bene".

NON UNO YES MAN, E' IL GIOCO CHE CONTA - Noto il feeling tra Brocchi e Berlusconi, nato ai tempi in cui era un giocatore nel Milan e cresciuti negli anni, questo però non ha costituito un canale privilegiato per arrivare alla panchina della prima squadra: "Non sono mai andato da lui a pubblicizzarmi,  il presidente che ha voluto seguire il Milan in tutte le sue dinamiche e il fatto che si sia parlato delle mie squadre per come giocavano lo hanno incuriosità di più".

Feeling sì, sottomissione no. Brocchi risponde così a chi lo taccia di essere uno 'Yes man', un uomo di Berlusconi: "Non si tratta di essere 'Yes man', condivisione e confronto fanno parte della vita e della crescita, con lui rapporto di scambio di vedute e così anche con Galliani".

ITALMILAN ED ERRORI DI MERCATO- Si parla tanto del progetto di un Milan giovane e italiano, Brocchi spiega che in verità: "Ci sono già alcuni giocatori della Primavera in rosa, Calabria, Donnarumma e Locatelli che è pronto per giocare. I ragazzi devono colmare il gap, poi e ci dovesse essere la possibilità ce ne sono di giovani interessanti in Primavera".

DUE MENTORI E IL MODELLO MILAN - Ogni allenatore ha dei mentori, qualcuno da cui trarre ispierazione. Brocchi ne ha più di uno: "Chi mi ha lasciato più il segno sono Prandelli e Ancelotti, mi hanno lasciato qualcosa che mi ha aiutato e che mi aiuterà. Rischio di più, ma questa è la situazione. Ancelotti aveva instaurato con noi un rapporto amichevole, non so cosa manchi a questo spogliatoio ma cercherò di portare la serenità che ci trasmetteva lui. Chiunque aveva grande stima di lui: spero di riuscire a farmi voler bene dai giocatori come faceva lui".

Con Brocchi la società ha anche avviato il cosiddetto Modello Milan nel settore giovanile, ora con il tecnico in prima squadra c'è un banco di prova importante: "Lo sarà se l'anno prossimo avrò conquistato il diritto di allenare il Milan, allora sarà ampliat il progetto: potrebbe essere un valore aggiunto, se i ragazzi sanno come ci si allena sarà più facile portarne in prima squadra. La mentalità dev'essere aggressiva e di attaccare, queste sono le richieste che farò".

LARGO AI GIOVANI - Da Inzaghi a Brocchi, sono tanti gli allenatori che vengono da settori giovanili, può essere la svolta per il calcio italiano? Brocchi spiega: "Si parla tanto di puntare sui giovani, ma se guardiamo le presente in Serie A ci accorgiamo che sono pochi. Bisognerebbe valorizzare i giovani anche con le seconde squadre per colmare il gap, sarebbe fondamentale anche per la Nazionale".

14.01 E' iniziata la conferenza stampa di Cristian Brocchi. Accanto lui c'è Adriano Galliani. 

12.01 Giornata di presentazione in casa Milan. Alle 14 parlerà per la prima volta da allenatore della Prima Squadra Cristian Brocchi. Non sarà presente alla conferenza stampa Silvio Berlusconi: il numero uno non sarà a Milanello, ha deciso di rinunciare all'ultimo minuto. Dopo aver risposto alle domande dei giornalisti Brocchi sosterrà il secondo allenamento (foto: acmilan.com), alle 16 è previsto un test amichevole contro la Primavera. 

Questa mattina, su La Gazzetta dello Sport, ha parlato di Brocchi Bobo Vieri: "Cristian è pronto anche mentalmente per una grande squadra, ne sono certo. Da giocatore, ha respirato per molti anni il clima dei club più prestigiosi e vincenti in Italia, e queste sono cose che contano parecchio, che fanno anzi la differenza almeno in partenza. Non ho dubbi: è all’altezza della situazione e farà una grande carriera, a prescindere da come andrà questa avventura in rossonero. Sei partite sono comunque niente per giudicare il valore di un tecnico. In un periodo così breve servirebbero miracoli per incidere al cento per cento, e i miracoli evidentemente finora li ha fatti solo Spalletti con la Roma. La Coppa Italia? È uno stimolo in più potersi giocare subito un trofeo. Portare a casa la Coppa e lasciare immediatamente il proprio segno sarebbe la ciliegina sulla torta. Certo, la Juventus è il peggior cliente possibile, è una squadra straordinaria".