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Gigi Buffon è stato nominato Goodwill Ambassador dello United Nations World Food Programme, che raggiunge oltre 90 milioni di persone al mondo in oltre trenta Paesi. Cercato e trovato dall’organizzazione che conosce il valore del calcio come linguaggio universale, Buffon metterà a disposizione la propria immagine, il proprio impegno e gli oltre 15 milioni di followers per diffondere il progetto del World Food Programme con l’obiettivo della Fame zero nel 2030.

PARLA GIGI - “In una partita al Friuli contro l’Udinese, vinta 1-0, entrammo in campo con la maglietta del Wfp. “Senza fame si impara meglio”. Ero giovane e con tanta energia, ma senza la lucidità mentale che ho oggi. Da quel giorno ho cominciato a conoscere e informarmi. Mi sono ritenuto un privilegiato ricevendo questo tipo di proposta, ne sono orgoglioso e ho accettato subito questa sfida. Non ho l’illusione di poter cambiare o salvare il mondo, ma un piccolo contributo son sicuro che riuscirò a darlo, una piccola goccia che può coinvolgere altri, deve diventare un sistema contagioso per fare in modo che poi tutti possano avere quello di cui necessitano”, racconta Buffon. Che poi aggiunge: “A furie di sentire queste storie, vere e drammatiche, non riescono quasi più a colpire. Questa per me è un’occasione per toccare con mano. Sarà una crescita mia personale, attraverso esperienze che mi toccheranno. Missioni? Il mio lavoro è ancora quello del calciatore, non sono qui per fare la figurina, mi ricaverò lo spazio per toccare con mano queste realtà”.

SUL FUTURO - "Futuro? Sono molto concentrato sul campo, ho delle responsabilità come ho sempre avuto anche se non da protagonista. Credo che il mio ruolo richieda un'attenzione sempre totale e mi gratifica tanto".

SULLA STAGIONE - "Questa stagione sta andando molto bene, sono molto felice. All'inizio nutrivo qualche dubbio sulla mia accettazione di questo nuovo ruolo, ma unica squadra che poteva farmela accettare era la Juve. E sono davvero contento per l'armonia che sto vivendo con tutti, per il fatto che posso riabbracciare tifosi e dirigenti, per me questo era il senso della scelta".

SULL'INTER - "Inter rivale numero uno, conosco allenatore e il suo modo di allenare, di trasmettere convinzione. Conosco benissimo il direttore. Conosco bene tanti giocatori, che sono di primo livello".

SULLA NAZIONALE - "La Nazionale. Come ho detto altre volte, un ultimo giro è qualcosa di non dovuto. Se dovesse accadere che Federazione o Mancini volessero chiamarmi lo accetterei, ma solo quando avrò deciso di ritirarmi"