Dopo il ko contro la Juve - non senza polemiche - il Cagliari cade tra le mura amiche anche con il Milan. Alla Sardegna Arena i rossoblù partono forte, sbloccano la gara dopo una manciata di minuti con una perla di Nicolò Barella (con la complicità di Donnarumma), salvo poi sciogliersi come neve al sole dopo l'uno-due firmato Kessie. Il centrocampista ivoriano ha battuto Cragno (provvidenziale in almeno tre circostanze) prima dagli undici metri dopo un ingenuo fallo di Ceppitelli su Kalinic, poi con una zampata sotto porta su sponda dello stesso attaccante croato, partito però in sospetta posizione di fuorigioco. Nella ripresa i rossoblù sono spariti dal campo, non trovando la reazione che sarebbe servita per riaprire i giochi contro un Diavolo che è calato vistosamente col passare dei minuti.

Ma Cagliari-Milan rischia di pesare anche sull'immediato futuro del club rossoblù. Non soltanto per il risultato in sé, ma anche e soprattutto per i cartellini rimediati durante la sfida della Sardegna Arena. Diego Lopez, nell'importantissima trasferta di Crotone, dovrà fare a meno di tre giocatori per squalifica. Oltre a Joao Pedro, che sconterà domenica prossima l’ultima delle quattro giornate di stop, mancheranno anche Leonardo Pavoletti e Nicolò Barella. Il centravanti era diffidato e si è visto sventolare in faccia la quarta ammonizione stagionale per proteste. Considerando il contemporaneo infortunio di Sau, l’assenza di Pavoletti potrebbe rivelarsi un macigno pesante per la formazione isolana nello scontro salvezza in terra calabrese. Nel finale di gara è arrivata anche l'espulsione di Barella: doppia ammonizione, troppo ingenua per un giocatore così importante nello scacchiere tattico di Lopez.

Nicolò è un talento purissimo, indubbiamente. A soli 20 anni è già un pilastro del centrocampo cagliaritano, le sue prestazioni sono di vitale importanza in ogni partita. Ma la cattiveria agonistica sul campo spesso supera la soglia di tollerabilità e i numeri non mentono: ben 6 cartellini gialli e un rosso rimediati in appena 19 presenze in questo campionato. Troppi, per chi dovrebbe prendere per mano la squadra anche nei momenti più delicati. La voglia di lottare sino all’ultimo secondo, il voler onorare la maglia con tutti i mezzi a disposizione, sono caratteristiche che vanno certamente esaltate ma che devono trovare un punto d'incontro con la maturità calcistica. Barella è ancora giovanissimo, ha ampi margini di crescita, soprattutto dal punto di vista caratteriale. Ed è qui che Nicolò deve lavorare sodo, per evitare di cadere negli stessi errori commessi in passato e per crescere una volta per tutte.