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CALCIO ALLA TV. Mrs Murphy come Bosman? Vulpis a CM: 'Prezzi troppo alti'

CALCIO ALLA TV. Mrs Murphy come Bosman? Vulpis a CM: 'Prezzi troppo alti'

  • Gianluca Minchiotti

 

Nel calcio c'è stato un pre Bosman e un dopo Bosman. Forse, fra non molto, diremo altrettanto della signora Karen Murphy, la 47enne proprietaria di un pub di Portsmouth che ha vinto la sua battaglia contro la Football Association Premier League (la Lega dei club che gestisce il campionato di calcio e commercializza i diritti di diffusione televisiva delle partite). 
 
Sul caso (la Murphy aveva trasmesso nel suo pub le partite del campionato inglese con una scheda e un decoder di una pay-tv greca, al fine di aggirare il costoso abbonamento Sky) si è espressa la Corte di Giustizia dell'Unione europea, stabilendo che non si possono più vendere i diritti tv su base territoriale, perché ciò è contrario al diritto di concorrenza all'interno dell'Ue. "Una normativa che vieti l'importazione, la vendita o l'utilizzazione di schede di decodificazione straniere è contraria alla libera prestazione dei servizi" e non può essere giustificata né per "tutelare i diritti di proprietà intellettuale" né "per incoraggiare l'affluenza del pubblico negli stadi". Gli incontri sportivi, precisa inoltre la corte Europea, "non possono essere considerati creazioni intellettuali proprie di un autore" e il divieto di utilizzare schede televisive straniere va "al di là di quanto necessario per garantire un'adeguata remunerazione dei titolari di tali diritti". Ne consegue che si potranno vedere le partite scegliendo liberamente fra un qualsiasi abbonamento di un paese europeo, con un conseguente risparmi da parte del consumatore la possibilità di risparmiare, perché le tariffe fra gli abbonamenti o i prezzi delle singole partite degli operatori cambiano anche di parecchio fra i diversi paesi.
 
Per saperne di più, Calciomercato.com ha intervistato Marcel Vulpis, direttore di SportEconomy.it:
 
"E' la scoperta dell'acqua calda - spiega Vulpis -. La problematica dell'utilizzo delle schede di altri paesi usate all'estero esiste da anni. L'unica novità è che c'è stata una persona che ha fatto un ricorso e l'ha vinto. La Corte di Giustizia della UE è da sempre attentissima al tema delle liberalizzazioni, da decenni. Siamo comunque ancora in una fase embrionale, bisognerà leggere bene la sentenza e aspettare i vari ricorsi da parte dei network televisivi, che sicuramente ci saranno".
 
Secondo lei chi ha ragione?
"La verità, come sempre, sta nel mezzo, fra chi detiene i diritti, e volte vuole tutelarli anche oltre il 100%, e i consumatori, che in questo caso sono gli esercenti dei locali, che hanno il diritto di poter usufruire di prezzi bassi perché prodotti da una libera concorrenza. La domanda è: ma perché una signora di Portsmouth decide di fare questo ricorso? Perché dal suo punto di vista i prezzi erano troppo alti. Il mondo di chi detiene i diritti e il mondo degli esercenti, o dei consumatori in genere, dovrebbero trovarsi e trovare degli accordi, senza arrivare ai tribunali".
 
Il mondo di chi detiene i diritti però non sembra di questo avviso. Oggi il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, commentando la sentenza, ha dichiarato: "Noi siamo cresciuti con l'idea di pagare. Ora invece si vogliono avere i contenuti di alta qualità gratis. Ma se mandiamo per aria il copyright mandiamo in aria il futuro dello sport e della cultura"...
"Ma con questa logica trovi la signora di Portsmouth che ti fa causa e la vince. Perché l'Unione Europea dice che non c'è libera concorrenza e dice che tu, network televisivo, non mi fai usufruire del prodotto a prezzi concorrenziali".
 
L'utente medio si chiede se già da oggi è possibile andare a comprarsi una scheda greca. Si può?
"Questo non lo so, ma so di persone che, in Austria, satellite alla mano, si vedono le partite su Sky. Poi bisogna vedere anche se a uno va di guardarsi le partite con il commento in un'altra lingua, magari incomprensibile. Ci sono anche siti cinesi sui quali è possibile scaricare le partite, ma questo, oltre che illegale, è davvero un prodotto neanche low price, ma 'under' low price, al quale può ricorrere un ragazzino al quale i genitori vietino di vedere la tv, ma non certo un utente medio che vuole un buon prodotto".     

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