492
Il rendimento e l’applicazione non viaggiano sotto media ma probabilmente le aspettative creano pressioni e disagio. Hakan Calhanoglu è stato presentato come il Luis Alberto nerazzurro di Simone Inzaghi, il che significa uno da gol e assist, distributore costante di qualità all’interno dei 90 minuti. Ma l'ex milanista non sta incidendo da questo punto di vista, e allora si sprecano aspre critiche. Molte provenienti dall’altra sponda del naviglio, quella rossonera, che qualche mese fa aveva dovuto ingoiare il tradimento e che invece adesso si gode il momento d’oro di Brahim Diaz.

DIVERSE ASPETTATIVE - Ma dei mugugni si sono sollevati anche dalle tribune nerazzurre di San Siro, di fronte a qualche giocata frettolosa e imprecisa. Calhanoglu non ha mai tirato indietro la gamba, ha corso e recuperato anche qualche pallone, ma evidentemente la gente da lui si aspetta soprattutto altro e allora ecco spiegato perché il rendimento del turco non soddisfa a pieno.
VECINO IN RISALITA - Chi invece sta facendo enormi passi avanti nella considerazione di tifosi e allenatore è Matias Vecino, uno che Inzaghi lo aveva purgato, sbattendolo fuori dalla Champions all’ultimo minuto, e che negli ultimi anni, anche per infortuni vari, si è eclissato. La gamba dell’uruguaiano adesso gira bene e anche la testa è lucida. Lo dimostra sempre quando entra dalla panchina e offre un concreto sostegno alla manovra, portando in campo quella sua pericolosità negli inserimenti in area avversaria. Dote che Inzaghi chiede ai suoi centrocampisti, anche e soprattutto per sfruttare le caratteristiche di Dzeko, che sa come portare fuori un difensore.

LA CONCORRENZA - Calhanoglu è diverso, è uno che ti manda nello spazio ma che raramente ci si infila. Uno che forse andrebbe a nozze con attaccanti diversi, più inclini alla ricerca della profondità. Le sue qualità balistiche non sono banali, ma il turco dovrà imparare ad ampliare il suo repertorio. Nel frattempo Inzaghi farebbe bene a dare qualche minuto in più a Vecino, mai così convincente come in questo periodo. Il calendario è fitto e le forze vanno gestite. Calhanoglu avrà tempo per rifarsi, non è Luis Alberto, ma neanche un bidone. E l’Inter ha fatto bene a prenderlo.