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Caro Paratici, l’acquisto di Romero da parte del suo Tottenham - suo nel senso che lei ne è diventato il direttore sportivo da qualche settimana - lascia sorpresi, se non addirittura stupefatti, molti di coloro i quali seguono il calciomercato non da anni ma, ahinoi, da decenni.

Ci stupisce la valutazione che il suo club attribuisce a questo calciatore: in una sessione di trattative così difficile dal punto di vista economico, investire 50 milioni più bonus per un difensore forte, ma non esattamente l’erede di Beckenbauer o di Nesta, può apparire esagerato. Ma questa forse è un’idea che abbiamo noi poveri italiani. E poveri lo intendiamo nel senso letterale del termine: senza denaro. In effetti voi inglesi continuate a essere decisamente ricchi, tanto che l’Arsenal - ad esempio - ha pagato un altro difensore non proprio fenomenale, White del Brighton, addirittura 50 milioni di sterline, 58 milioni di euro al cambio attuale. Lei dirà: il merito è di chi cura gli interessi e i progetti della Premier League, la quale viene riempita di soldi dalle tv di tutto il mondo anche in epoca di Covid. Insomma, 50 o 60 milioni di euro per Romero a noi sembrano una follia, dalle sue parti evidentemente non lo sono.

C’è però, in questa operazione, qualcosa che ci sorprende molto più del costo al quale il Tottenham acquista Romero, ed è la valutazione che lei, caro Paratici, ha attribuito a questo calciatore negli ultimi due anni, cioè nelle ultime tre sessioni di mercato estivo. Dunque, milione più milione meno, nel 2019 lei - come direttore sportivo della Juve,  tralasciamo la qualifica ufficiale che le avevano dato a Torino, ovviamente il lingua inglese - ha comprato Romero dal Genoa per 26 milioni. Evidentemente il rendimento di questo ragazzo l’aveva folgorata, al punto da giustificare un investimento così importante. Non lo ha però portato subito a Torino, perché la Juve evidentemente non ne aveva bisogno in quel momento, nonostante fosse un giocatore già così costoso; lo ha lasciato in prestito al club di Preziosi.

La stagione 2019-2020, che Romero ha dunque trascorso in prestito al Genoa, deve essere stata giudicata - da lei e dai tecnici della Juve - quasi disastrosa, tant’è vero che ha deciso di cederlo subito all’Atalanta a una cifra decisamente inferiore: 2 milioni per il prestito e 16 per il diritto di riscatto. In questo modo la Juve non ha dovuto mettere a bilancio una minusvalenza, perché in due stagioni erano stati ammortizzati circa dieci milioni, ma lei ha certificato che il calciatore in appena dodici mesi aveva perso gran parte del suo valore: nel 2019 (come uomo mercato della Juve, ricordiamolo) lo ha acquistato a 26 milioni; nel 2020 (nella stessa veste) lo ha venduto a 18.
E arriviamo a oggi. Lei, caro Paratici, adesso lavora per il Tottenham e ha acquistato di nuovo Romero, che all’Atalanta ha fatto decisamente bene tanto che Percassi ha deciso di riscattarlo subito, senza attendere l’anno prossimo (il prestito era biennale, avrebbe potuto aspettare il 2022 per prenderselo tutto per sé). E quale cifra paga il suo club per comprare il difensore? Esattamente 50 milioni di euro, che con i bonus possono diventare 60.

In sintesi, caro Paratici, notiamo come lei abbia comprato Romero a 26 milioni, lo abbia venduto un anno dopo a 18, lo abbia riacquistato appena dodici mesi più tardi a 50, forse a 60. Sarebbe così gentile da spiegarci come sia possibile tutto questo? Ha sbagliato l’anno scorso a venderlo a poco oppure quest’anno a acquistarlo a tanto? Oppure ha esagerato in entrambe le circostanze? Perché, se i numeri non ingannano (e non lo fanno mai), almeno una volta ha sbagliato in modo clamoroso, o a svalutarlo quando lo ha mandato all’Atalanta, o a sopravvalutarlo quando lo ha portato a Londra. A proposito, Paratici: ma non è che qualcuno della Juve l’ha chiamata per chiederle spiegazioni?

@steagresti