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'Spesso i giocatori vengono etichettati come dei bamboccioni, capaci solo di tirare calci ad un pallone e a pensare a cose futili. E invece un calciatore si accorge, ad esempio, se manca la società, o se qualcuno che dovrebbe controllarli in realtà non fa a pieno il proprio lavoro. Credo che il comportamento di Vargas nella Fiorentina sia potuto essere la diretta conseguenza di un po' di allontanamento del club, e adesso sono felice che, pur in un momento difficile, siano stati presi provvedimenti nei suoi confronti, che mi auguro siano compresi dal giocatore stesso'. L'ex attaccante della Florentia Viola, oggi allenatore nel calcio dilettantistico, Cristiano Masitto, ai microfoni di Radio Rosa parla del caso del giorno in casa Fiorentina, ovvero la mancata convocazione per la trasferta di ieri a Cesena di Juan Manuel Vargas, per motivi disciplinari.

'L'importanza del giocatore è nota a tutti, ma allo stesso tempo è chiaro che, soprattutto dopo quanto avvenuto con Mutu, ci sia meno tolleranza fra i dirigenti gigliati - ha aggiunto il 39enne milanese -. Fondamentale è da ritenere l'intervento della famiglia Della Valle negli ultimi giorni. Mi sembra che il presidente Andrea sia tornato ad essere spesso a Firenze e non abbia mancato di lanciare segnali decisivi. Ricordo che quando giocavo a Firenze i Della Valle ci tenevano al club e alla sua crescita, soprattutto in un momento in cui si viveva sulle ali dell'entusiasmo. Per capire quale sarà il futuro di Juan Manuel Vargas nella Fiorentina occorrerà capire la reazione del peruviano, che se vuole tornare ad essere un giocatore di altissimo spessore mondiale deve riprendere a fare vita da professionista al 100%, anche perché solo così può fare la differenza per la squadra di Mihajlovic, che ha bisogno di un Vargas al top, e non come spesso lo si è visto negli ultimi periodi, a mezzo servizio'.