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Si chiama forame ovale cardiaco il "colpevole" del malore che ha colpito Antonio Cassano. Semplicemente un piccolo buco tra i due atri, che, spiega il prof. Antonio Rebuzzi, cardiologo al Policlinico Gemelli di Roma, "i feti hanno tutti aperto, ma che prima della nascita generalmente si chiude. In alcuni casi, come quello di Cassano, rimane aperto, e questo buco può causare microemboli nelle vene che poi passano alla circolazione arteriosa e quindi alle carotidi, causando la sofferenza ischemica cerebrale che ha colpito il giocatore".

Un problema non da poco, dunque, che tuttavia l'intervento chirurgico richiesto, se non ci saranno ulteriori complicanze, dovrebbe poter risolvere definitivamente: "Bisogna mettere due dischetti che tappino il buco da entrambi i lati. Non si interviene direttamente sul cuore, ma sulla gamba, usando la tecnica dell'ombrello: dalla gamba si infila una sonda con in cima il dischetto chiuso, si arriva al cuore, si apre il dischetto e lo si fa aderire sulla parete dell'atrio, poi si ripete l'operazione per l'altro lato del buco, per chiuderlo del tutto". Dopo l'intervento, spiega il cardiologo, il paziente deve seguire una terapia antiaggregante, ma "in linea di massima dopo qualche mese può tornare a una vita normale, anche a livello agonistico".