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Calciomercato.com ha posto all’Avv. e Agente Fifa Jean-Christophe Cataliotti, esperto di diritto calcistico e titolare dei corsi di Reggio Emilia per osservatori di calcio e agenti dei calciatori (per info si rimanda al sito www.footballworkshop.it), alcune domande sulle prossime manovre dei procuratori dei calciatori del Parma.

Al centro di Collecchio ci si è allenati a porte aperte e sugli spalti sono apparsi come "avvoltoi" tanti procuratori. Che cosa sta accadendo?
E' normale che chi gestisce un calciatore debba seguire con attenzione l'evoluzione del caso Parma. Tanti sono i calciatori tesserati presso la società Parma calcio e, di conseguenza, numerosi sono gli agenti che devono stare accanto ai propri assistiti, specie in una situazione così delicata. I calciatori desiderano, infatti, ricevere rassicurazioni sul loro futuro professionale da parte di chi ha sottoscritto con gli stessi un mandato (la c.d. procura), in forza del quale un agente deve curare gli interessi di un calciatore, prestando opera di consulenza nelle trattative dirette alla stipula di contratto di prestazione sportiva con società di calcio professionistica, assistendolo nell'attività diretta alla definizione, durata, compenso ed ogni altra pattuizione del contratto stesso e curando, altresì, le trattative per eventuali rinnovi contrattuali. Così recita l'oggetto del mandato che i calciatori abitualmente sottoscrivono con gli agenti ai quali hanno conferito mandato. Ma il lavoro degli agenti non si limiterà solo a quanto sopra riportato!

E come gestire i rapporti con le società di calcio che già hanno adocchiato i calciatori più interessanti?
Rientra nell'attività abituale di ogni agente essere l'interlocutore principale delle società di calcio interessate a ingaggiare un loro assistito. Va nuovamente pianificato il futuro professionale del calciatore, e insieme a lui sarà necessario vagliare attentamente le varie offerte provenienti dai club professionistici, non solo italiani. 
E' anche ipotizzabile che qualche agente possa cercare di "rubare" un calciatore a un collega?
Non è escluso che qualche agente, sfruttando la situazione, possa prospettare a un calciatore soluzioni contrattuali vantaggiose in altra società alla condizione che lo stesso cambi procuratore.
Ma questo comportamento (almeno fino al 31 marzo 2015), stante la vigente regolamentazione, cozza contro le norme deontologiche cui dovrebbe attenersi un diligente agente dei calciatori, il quale "...nei rapporti con i colleghi deve mantenere una condotta ispirata a principi di lealtà e correttezza, e rispettare le norme in materia di concorrenza". 

E i calciatori, come Defrel, che sono in comproprietà con altre società a chi apparterranno nel caso in cui il Parma dovesse fallire?
Questa è un'altra questione. In sintesi, se il Parma dovesse fallire senza il subentro di una nuova proprietà capace di mantenere "vivo" il titolo sportivo, il Cesena diventerebbe piena e unica titolare del cartellino del calciatore francese.

Ultima curiosità: ma se i calciatori non hanno percepito i loro stipendi, anche le commissioni dei loro procuratori probabilmente non verranno onorate. Cosa ne pensa?
Con il regolamento in mano, posso solo rispondere che le commissioni (che si calcolano sul corrispettivo annuo lordo percepito dal calciatore) dovrebbero essere pagate entro la fine della stagione sportiva e che il diritto al compenso e le relative azioni si prescrivono al termine della seconda stagione sportiva successiva a quella in cui matura il compenso. Ma in un ginepraio così complesso di interessi come quello a cui stiamo assistendo, non penso che verranno versate lacrime per quei procuratori che rimarranno senza compenso.