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Cataliotti: il Lione è rinato sul campo, ma qual è la situazione finanziaria del club di Aulas?

Cataliotti: il Lione è rinato sul campo, ma qual è la situazione finanziaria del club di Aulas?

Calciomercato.com ha posto all’Avv. e Agente Fifa Jean-Christophe Cataliotti, esperto di diritto calcistico e titolare dei corsi di Reggio Emilia per osservatori di calcio e agenti dei calciatori (per info si rimanda al sito www.footballworkshop.it), e al Dott. Tommaso Fabretti, laureato in Economia e Management presso l’Università Politecnica delle Marche (autori del libro, appena uscito in libreria, dal titolo "Il business nel pallone" edito da Mursia) di analizzare il sistema gestionale e organizzativo del Lione, attualmente in testa alla classifica del campionato francese. 

C’era una volta il Lione di Juninho Pernambucano e Karim Benzema, una squadra di grande spessore che nella prima decade degli anni duemila offriva spettacolo in Francia ed in Europa. Se entro i confini nazionali il club del Rodano si assicurò ben sette scudetti consecutivi, in Champions League i “Lyonnais” rappresentavano una vera mina vagante per i top club europei. Ne fece a più riprese le spese soprattutto il Real Madrid, che conobbe diverse serate da incubo nel fortino dello stadio “Gerland”.

Da diversi anni la realtà del club francese è però cambiata, la squadra è uscita dall’élite europea e il club, a causa di difficoltà finanziarie, si è dovuto ridimensionare. Proviamo ad analizzare la realtà lionese tracciandone i possibili sviluppi futuri.

L’INIZIO DELLA CRISI – L’Olympique Lyonnais è l’unico club di Francia quotato in Borsa: le azioni della società vengono contrattate dal 2007 presso il mercato finanziario Euronext di Parigi, nel Compartimento C (cioè il segmento riservato alle società aventi capitalizzazione inferiore ai 150 milioni di euro). Proprio l’ingresso in Borsa può essere visto come un momento di svolta per l’attività del club: la quotazione riuscì a garantire fondi importanti (circa 80 milioni di euro), ma i risultati delle strategie attuate furono poi negativi, a causa di investimenti poco avveduti in giocatori che si sarebbero poi rivelati mediocri piuttosto che in operazioni atte a rinforzare finanziariamente la posizione della società. La situazione negativa ebbe il suo culmine nel 2010 quando fu registrato un passivo di bilancio di ben 54 milioni, cifra difficilmente sostenibile per un club come quello lionese. Iniziò allora un periodo di austerity, improntato al contenimento delle spese e soprattutto al taglio dei costi relativi al monte-ingaggi della prima squadra. Gli unici investimenti che però non vennero rivisti furono quelli relativi al settore giovanile: il tema fu dunque chiaro, via le stelle strapagate e largo ai giovani.

LA SITUAZIONE ATTUALE – OL Group, la holding che controlla il club presieduta da Jean-Michel Aulas, chiude in passivo i suoi esercizi da ormai cinque anni, con perdite totali stimate sui 130 milioni (25 nella stagione 2013/14). Il trend dei ricavi, anch’esso in calo negli ultimi anni, ha però fatto registrare un leggero miglioramento nell’ultima stagione. Se si escludono le operazioni da calciomercato, gli introiti relativi alla stagione 2013/14 sono stati 104,4 milioni, in aumento del 3% rispetto alla stagione precedente. La voce di ricavo principale è legata ai diritti tv: nell’ultima annata il Lione ha ricevuto 41 milioni dalle piattaforme televisive, terza società più remunerata della Ligue 1 alle spalle di Psg e Marsiglia. Si aggiungano poi i 10 milioni ricevuti dalla Uefa per il cammino in Europa League (eliminazione ai quarti di finale per mano della Juventus) e la restante parte di 5,2 milioni ricevuti per la trasmissione delle partite disputate nelle coppe francesi: con 56,2 milioni totali i diritti tv compongono dunque la principale fetta del fatturato lionese.

Per quanto concerne i ricavi commerciali, il club ha totalizzato nell’ultima annata ricavi per 19 milioni. Attualmente i due principali sponsor del club del Rodano sono Adidas, fornitore ufficiale di materiale tecnico, e la casa automobilistica coreana Hyundai, i quali apportano annualmente nelle casse del Lione circa 6 milioni all’anno ciascuno. Contratti non troppo munifici, certamente ancora molto lontani dalle cifre da capogiro raggiunte dai principali club europei. Infine, i ricavi da stadio costituiscono la voce meno forte dell’intero giro d’affari del Lione. Per migliorare questa situazione, si punta tutto sulla costruzione del nuovo stadio, di cui parleremo a breve.

IL CONTENIMENTO DEI COSTI – Per il secondo anno consecutivo il presidente Aulas è riuscito a diminuire i costi relativi al monte-ingaggi, che si attesta sui 75 milioni. Una cifra ancora piuttosto elevata e su cui si dovrà ancora lavorare. In questo senso, è quanto mai probabile che il pesante contratto dell’ex milanista Gourcuff, in scadenza nel prossimo giugno, non verrà rinnovato.

“OL LAND”, LA NUOVA CITTADELLA SPORTIVA – Il principale progetto su cui i dirigenti del club stanno da anni lavorando è sicuramente quello denominato “OL Land”, cioè la cittadella sportiva che sta sorgendo a Décines, periferia est della città. In questa zona sorgerà il nuovo stadio del Lione, in un’area che sarà inoltre ampliata ed arricchita di molteplici strutture commerciali come ristorante, albergo, megastore del club e museo dello sport regionale. Il costo totale si aggira sui 400 milioni di euro, cifra coperta in parte dai fondi di OL Group, in parte dai finanziamenti ricevuti dall’Uefa (il nuovo stadio ospiterà alcune partite degli europei del 2016) e in parte dagli sponsor. L’impianto dovrebbe essere intitolato ai fratelli Lumière, ma sono tutt’ora in corso delle trattative per la cessione dei naming-rights. Si pensa che la cittadella possa dare un forte impulso alle casse della società nel medio-lungo termine.

Dopo anni di grandi difficoltà, il Lione sta dunque cercando di tornare ai massimi livelli. Se sul rettangolo di gioco la squadra composta da tanti giovani di talento e guidata dal bomber Lacazette si è inserita con forza nel duello tra Psg e Marsiglia, la strada in ambito finanziario è ancora lunga e complessa, ma sembrano aprirsi interessanti prospettive per il club della valle del Rodano.

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