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Venerdì 15 maggio si è svolta, nella sede della Federcalcio, una importante riunione tra i rappresentanti della Lega di Serie A e quelli di B, durante la quale ancora una volta è stato affrontato lo spinoso argomento di una possibile riduzione a 18 squadre per la A e a 20 per la B.

Calciomercato.com ha posto all'avv. e procuratore sportivo Jean-Christophe Cataliotti, esperto di diritto calcistico e titolare dei workshop per aspiranti osservatori e procuratori sportivi (per info si rimanda al sito www.footballworkshop.it), alcune domande per capire i tempi di attuazione di questa ventilata riforma dei campionati.

Cataliotti quali potrebbero essere gli step per arrivare ad avere i due campionati di A e di B con un numero minore di squadre iscritte?
Potrebbe essere presa in considerazione l'ipotesi di una riforma graduale, ovvero che passi attraverso una stagione di transizione nella quale far retrocedere dalla Serie A al campionato cadetto quattro squadre anziché tre e, in seguito, giungere ad una sola promozione diretta e ad una derivante dai playoff della serie B.

Entro quando dovrà essere presa una decisione e da chi?
Per lo step suddetto occorrerà l'avvallo delle rispettive Leghe - e la prima assemblea prevista è stata fissata proprio per mercoledì 20 maggio 2015 - che dovrà concretizzarsi per iscritto entro il 30 giugno affinché la macchina delle riforme si possa avviare già a partire dalla stagione 2015/2016.
Ma la riduzione a 18 squadre della Serie A quando arriverà?
Potrebbe arrivare a partire dalla stagione 2017-2018 perchè - secondo quanto dispone l'art. 50, comma 2, delle NOIF - "la delibera con la quale viene modificato l'ordinamento dei campionati entra in vigore a partire dalla seconda stagione successiva a quella della sua adozione...".

Delibera che dovrà essere adottata da chi?
Dal Consiglio Federale, perchè, come precisa il comma 1 dell'art. 50 delle NOIF, "l'ordinamento dei campionati ed i loro collegamenti possono essere modificati con delibera dal Consiglio Federale", che ricordiamo essere composto di 19 componenti eletti in numero di: a) sei dalla Lega Nazionale Dilettanti, ivi compreso il Presidente della Lega; b) sette dalle Leghe Professionistiche, ivi compresi i rispettivi Presidenti, ripartiti in numero di tre per la Lega Nazionale Professionisti Serie A, uno per la Lega Nazionale Professionisti Serie B, tre per la Lega italiana Calcio Professionistico; c) quattro atleti e due tecnici.

Quali gli interessi in campo che potrebbero dare attuazione alla riforma?
Da una parte è evidente che sono i grandi club a spingere per ottenere la riduzione delle squadre partecipanti al campionato di Serie A da 20 a 18 squadre, così come le stesse pay tv sono interessate a offrire ai propri clienti un campionato maggiormente qualitativo per ottenere più ascolti e abbonamenti. Contrapposti agli interessi sopra detti vanno registrati quelli delle società più piccole e meno forti economicamente, che non mancheranno di far sentire la propria voce.