Nino Pulvirenti vuota il sacco. Il presidente del Catania, Nino Pulvirenti (accompagnato dal suo legale, l'avvocato Giovanni Grasso) è stato interrogato in Tribunale davanti al gip Fabio Di Giacomo. Il procuratore di Catania, Giovanni Salvi ha confermato che Pulvirenti ha ammesso di aver comprato cinque partite nello scorso campionato di Serie B (a 100mila euro l'una partendo da Varese-Catania) per evitare la retrocessione della squadra etnea in Lega Pro, senza però aver mai scommesso sulle gare combinate. 

Oltre a Pulvirenti, sono stati sentiti anche l'agente di scommesse sportive Gianluca Impellizzeri (il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere) e l'amministratore delegato del Catania, Pablo Cosentino, che ha dichiarato davanti al gip Fabio Di Giacomo nell'interrogatorio di garanzia: "Io sono estraneo, se l'artefice è stato Pulvirenti, è stato un folle". 

Venerdì si era avvalso della di non rispondere davanti al gip di Chieti l'ex ds rossazzurro Daniele Delli Carri. Il Palazzo di giustizia di Catania è presidiato dalle forze dell'ordine perché si temono contestazioni dei tifosi nei confronti di Pulvirenti. 

La società sportiva Calcio Catania ha 'rimesso' tramite i suoi legali la licenza rilasciata dalla Questura di Catania, che autorizza il club rossazzurro a disputare eventi sportivi allo stadio 'Angelo Massimino'. La concessione è concessa per prassi a titolo personale, quindi 'autorizzata' al presidente Nino Pulvirenti. 

Il presidente della Virtus Entella, Antonio Gozzi ha dichiarato in un'intervista a Il Secolo XIX: "Vogliamo che sia fatta la più assoluta chiarezza. Se i fatti saranno accertati, chiederemo che venga riscritta la classifica e che l'Entella ritorni dov'era. Non guardo al ripescaggio, ma continuo a pensare che il nostro caso sia quello della riammissione. Se il Catania è arrivato due punti davanti a noi e verrà dimostrato che le partite sotto indagine sono state effettivamente aggiustate, non vedo francamente altre alternative. Se così fosse, siamo stati chiaramente danneggiati. Ci sentiamo parte in causa e lesa. Costituirci e partecipare al processo è un nostro diritto e sicuramente sfrutteremo questa opportunità. I tempi sono stretti, ma nonostante questo mi aspetto un'indagine seria e accurata e sentenze certe che non lascino la minima ombra sulla vicenda". 

Intanto il presidente della Lazio, Claudio Lotito ha diramato un comunicato ufficiale: "Denuncio all'opinione pubblica l'ennesimo tentativo di certa stampa di screditarmi, e con me di screditare la stessa Figc. Mi riferisco alle notizie diffuse da alcuni organi di stampa, in merito al mio preteso coinvolgimento nelle vicende oggetto delle indagini svolte dai giudici di Catania. L'ordinanza del giudice di Catania, alla pag. 468, afferma in modo chiaro che l'ipotesi secondo cui Lotito avrebbe in qualche modo condizionato il risultato della partita Catania-Avellino del 29 marzo 2015 non è stata confermata dalla successiva attività di indagine e cozza logicamente con l'eventuale - ma alternativa - consapevolezza, nei predetti indagati, di avere conseguito l'obiettivo tramite l'attività di quegli intermediari ai quali, in seguito, ebbero invece a rivolgersi sistematicamente". 

Intanto, il Catania comunica che: "In data odierna, nella sede sociale di Torre del Grifo, l’Assemblea dei soci del Calcio Catania S.p.A. ha provveduto a nominare Amministratore Unico il signor Carmelo Antonio Milazzo, in sostituzione del precedente Consiglio di Amministrazione".