1

Intervista al presidente del Catania.
Pulvirenti: "Sarà la partita di Gomez. E ho già nuovi sudamericani".
"Dai modelli Chievo e Udinese alla scelta di Maran. L'Europa? I rinforzi sono già pronti".


Presidente Pulvirenti, lei è nato nel 1962, nel bel mezzo del più bel Catania di tutti i tempi: un predestinato?
«E chi lo sa… Di quel periodo, dei 6 campionati consecutivi in A, del “clamoroso al Cibali” non ho ovviamente un ricordo personale, ne avevo solo sentito parlare dai più grandi. Il mio Catania comincia nella stagione 1970-71, andavo allo stadio con mio padre, Santo, in tribuna C, l’attuale Curva Nord. E il Catania era stato appena promosso in Serie A ma tornò subito in B».

Quando acquistò la società da Gaucci, quasi 9 anni fa ormai, cullava il sogno di uno spareggio con l’Inter per l’Europa?
«No, non immaginavo questo traguardo, né di essere in testa alla classifica del girone di ritorno. Maneanche all’inizio di questo campionato ci pensavo. Il mio chiodo fisso è sempre la salvezza. Su 20 squadre, almeno inizialmente 15 lottano per rimanere in A».

Nel 2010 il Catania aveva quasi un piede in B e lei disse: in 5 anni andremo in Europa.
«Tutto passa dalla programmazione e dalla continuità, e prima ancora dalle strutture. Noi siamo incamminati su questa strada». Da qualche anno i ragazzini di Catania che giocano a calcio non indossano più le maglie dei grandi club ma quella rossazzurra: che significa? «Per me una grossa emozione. È la più bella vittoria ottenuta in questi 9 anni, vuol dire che siamo riusciti a penetrare nel territorio: una gioia enorme».