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    Ce l'ho con... Gasperini e Percassi, quante inesattezze sul caso Freuler. Eppure il regolamento parla chiaro...

    Ce l'ho con... Gasperini e Percassi, quante inesattezze sul caso Freuler. Eppure il regolamento parla chiaro...

    • Andrea Distaso
      Andrea Distaso
    DOGSO. Sta tutta in questo acronimo la chiave di volta per interpretare nella maniera più corretta la discussa decisione dell'arbitro tedesco Stieler, che ha certamente condizionato l'andamento della sfida di Champions League tra Atalanta e Real Madrid e scatenato le violente proteste della formazione nerazzurra. "Denying of goal scoring opportunity", chiara occasione da rete negata se preferite: così il direttore di gara ha interpretato l'intervento al limite della sua area di rigore di Freuler su Mendy che ha portato a un rosso diretto quando non erano trascorsi ancora 20 minuti da inizio della partita. Una scelta forte, foriera certamente di dubbi e polemiche quella di Stieler ma tutt'altro che campata per aria, come Gasperini prima e il presidente atalantino Percassi l'hanno dipinta in questi ultimi giorni. Sono stati evocati concetti come la volontà dei "legislatori" del calcio di voler cancellare il contrasto, di conoscenza del gioco necessaria per arbitrare o di mancato utilizzo del Var. Ebbene, niente di tutto ciò può essere legittimato da visioni e revisioni al microscopio di un episodio che, come recita un regolamento che sempre meno protagonisti del calcio incredibilmente conoscono, deve essere derubricato come "al limite". Ma mai e poi mai come topica o clamoroso favore al Real Madrid.

    UN SOLO DUBBIO - "Distanza tra il punto in cui è stata commessa l'infrazione e la porta", "la direzione generale dell'azione di gioco", "la probabilità di mantenere o guadagnare il controllo del pallone", "la posizione e il numero dei difendenti": sono questi i quattro parametri che l'IFAB ha indicato come linee guida per gli arbitri quando un fallo può essere considerato come tale da negare un'evidente un'occasione da rete. E rivedendo l'azione che vede protagonisti Freuler e Mendy, l'unico criterio a venir messo in discussione e quello della direzione che il terzino francese del Real prende con l'ultimo controllo che pare defilarlo rispetto al centro dell'area di rigore. Ma che non autorizza nessuno a pensare che, senza il fallo subito dall'atalantino, potesse comunque presentarsi davanti a Gollini per calciare in porta. Toloi e Djimsiti, gli altri difensori che cercano di recuperare sull'avversario, appaiono infatti parecchio distanti dal punto del contatto. Sbaglia dunque Gasperini a concentrarsi sull'entità del contrasto o sul tentativo di Freuler di andare sulla palla: quando si giudica una possibilità opportunità da rete negata, questi ragionamenti non c'entrano in alcun modo.

    Ce l'ho con... Gasperini e Percassi, quante inesattezze sul caso Freuler. Eppure il regolamento parla chiaro...

    TRE CRITERI SU QUATTRO - Poteva starci un cartellino giallo al posto del rosso? Assolutamente e in tanti hanno toccato il tasto della "scarsa sensibilità" di Stieler, del fatto di aver involontariamente indirizzato una partita dopo appena 18 minuti e di non aver atteso quei 5 secondi in più che magari lo avrebbero portato a una scelta più ponderata. Ma tutto questo rientra nell'ambito dell'interpretazione, un margine che nelle situazioni border-line a un qualsiasi arbitro deve essere concesso. Se su quattro criteri da considerare, tre sono assolutamente validi, come si puà parlare di chiaro ed evidente errore e invocare, come ha fatto Percassi, una possibile on field review del Var? Il protocollo, che allenatori, giocatori e presidenti, dovrebbero ormai aver mandato a memoria, parla chiaro. Eppure, a oltre tre anni dalla sua introduzione, lo strumento tecnologico viene ancora visto come qualcosa di misterioso e di cui si ignorano le possibilità di applicazione. Ma la colpa non è certo degli arbitri cattivi in Europa con le italiane...

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