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L'Inter di Antonio Conte e Beppe Marotta ha deciso di fare sul serio e sta provando a piazzare un colpo di mercato dietro l'altro per giocarsi fino in fondo le proprie carte in chiave scudetto. Una strategia molto chiara quella di anticipare i tempi approfittando della prima stagione, da qualche anno a questa parte, nella quale la corazzata Juventus appare meno invulnerabile. E che, dal canto suo, ha preferito non rispondere, almeno per il momento. Una scelta quella di Fabio Paratici in parte forzata dai delicati equilibri finanziari bianconeri, ma che al termine del campionato sarà inevitabilmente oggetto di riflessione a seconda del risultato.

ERRORI DI PIANIFICAZIONE - Una situazione figlia delle difficoltà palesate nella scorsa estate a fare mercato in uscita e ad alleggerire sensibilmente un monte stipendi salito alle stelle nelle ultime stagioni. Al netto di considerazioni di carattere tecnico, i mancati addii di Emre Can, Perin, Dybala, Higuain, per non parlare di De Sciglio e Mandzukic e gli ingressi "pesanti" dei vari De Ligt, Rabiot e Ramsey hanno finito per condizionare pesantemente i movimenti in entrata, tanto ad agosto quanto in queste settimane. E che nemmeno le recenti uscite del portiere tornato in prestito al Genoa o dell'attaccante croato hanno risolto. Sarri rischia seriamente di ritrovarsi il 1° febbraio con una rosa pressoché immutata e con le stesse lacune dell'estate, col solo colpaccio Kulusevski chiuso in ottica della stagione che verrà.
CONTE SOTTOVALUTATO - E anche non essere riuscito a convincere il Parma a cedere anticipatamente il talento svedese è un'altra di quelle situazioni che destano perplessità, in relazione ai 45 milioni di euro messi sul piatto per strapparlo all'Inter. Se non ci fosse stato alle spalle un contesto già "compromesso" da un'operazione di straordinario impatto tecnico e mediatico ma insidioso economicamente come l'affare Ronaldo e una serie di contratti molto onerosi lasciati in eredità dalla gestione Marotta, verrebbe da pensare che la Juventus abbia sottovalutato la possibilità che Conte potesse rappresentare da subito una seria minaccia in ottica scudetto. Per coronare il sogno, Suning non ha tentennato e ha mosso tutte le proprie pedine, mentre la Juve di Paratici ha preferito non rispondere: un azzardo che rischia di essere pagato a caro prezzo.