Abituata a vincere e rivincere negli ultimi anni, ora la Juventus ha deciso di stravincere. E non si accontenta di farlo in campo, dove la superiorità nei confronti delle rivali italiane é divenuta quasi imbarazzante e ad oggi appare difficilmente limitabile nello spazio di poco tempo. Il club bianconero e i suoi esponenti si sentono chiaramente consapevoli della propria forza e anche le recenti frasi del responsabile dell'area tecnica Fabio Paratici sull'affaire Icardi ("Non ci sono stati contatti recenti, a giugno si vedrà") ne sono la testimonianza. Andando oltre quelli che in gergo vengono definiti mind games, ossia la strategia per destabilizzare a parole l'avversario: la reazione risentita dell'amministratore delegato dell'Inter Beppe Marotta ne è la riprova ed è comprensibile. Stavolta la Juve e Paratici hanno esagerato.

UNA PROVOCAZIONE - Non vogliamo passare per le verginelle di turno, sappiamo come funziona il calcio e quali siano le regole non scritte di questo mondo, anche quelle del mercato. Icardi é stato un obiettivo concreto della Juventus la scorsa estate e non é escluso che possa esserlo di nuovo la prossima, considerando il periodo di gelo assoluto che l'attaccante argentino sta attraversando all'Inter. Ma approfittare oggi del momento di difficoltà di quello che per il momento non è considerabile nemmeno un competitor diretto, visto che staziona a 20 punti di distanza in classifica, ha più il sapore della provocazione portata all'eccesso. Niente vieta e vieterà alla Juve di mettere gli occhi su qualsivoglia calciatore, a maggior ragione se parliamo di uno dei migliori cannonieri della Serie A, ma certe trattative si fanno alla luce de sole e non con subdoli messaggi subliminali.

E LO STILE? - Anche nel calciomercato, soprattutto tra i grandi club, esiste o dovrebbe esistere un codice di cavalleria da rispettare, che imporrebbe come minimo di non invadere il campo, di non intromettersi nelle vicende interne di un'altra società. La Juve vive oggi nella certezza di poter ambire a qualsiasi traguardo sportivo e di puntare a qualsiasi calciatore per arrivare all'obiettivo. Una consapevolezza che non deve però sfociare nella tracotanza e nell'arroganza, perché fino a prova contraria Icardi rimane da contratto un giocatore dell'Inter e le sedi per fare affari sono altre.