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Roberto Mancini ha fatto una scelta. Netta, chiara. Al fianco di un difensore con compiti principalmente di costruzione come Leonardo Bonucci, serviva un marcatore puro per dare compattezza ed equilibrio a un reparto che in tutte le nostre epoche migliori ha rappresentato il nostro principale punto di forza. Perso per strada lo sfortunato Chiellini, il ct della Nazionale ha rotto gli indugi e ha puntato su Francesco Acerbi, per continuità di rendimento nelle ultime stagioni secondo soltanto al numero 3 bianconero. Ne ha fatto le spese Alessio Romagnoli che, dopo gli stenti di un inizio di stagione in linea col rendimento del Milan, si vede assestato un duro colpo in quel percorso di crescita e consacrazione che sembra aver subito un brusco stop.

CHI SEI? - Al quinto anno di Milan, al secondo da capitano, il centrale classe '95 di Anzio è chiamato a dirci chi sia veramente. A quasi 25 anni, possiamo parlare di lui come di uno dei pochi “fuoriclasse” della squadra rossonera e di un potenziale campione anche nella rosa azzurra o siamo al cospetto di un talento che non è riuscito (ancora) a fare il definitivo salto di qualità? Dietro l'esclusione di Mancini ci sono ragioni tattiche, considerando Romagnoli troppo simile a Bonucci, ma anche una valutazione sull'aspetto caratteriale, nel quale l'ex Roma e Samp non pare spiccare in maniera significativa. Non propriamente un dettaglio, considerando la delicatezza del ruolo che ricopre e che la sottile differenza che intercorre tra i giocatori nella media e quelli con qualcosa in più è spesso determinata da questo tipo di particolari.

MANCINI NON ASPETTA - Cattiveria, concentrazione, leadership, anche silenziosa ma quanto meno tecnica: nelle grandi partite si chiede questo a un grande difensore e non sempre nel quinquennio milanista di Romagnoli si è avuta la sensazione di essere al cospetto di un calciatore con questi requisiti. Errori di posizione, marcature non sempre a regola d'arte e più in generale scelte che, se all'inizio della carriera rientravano nei fisiologici errori di crescita, oggi iniziano ad essere pecche che si ripetono con eccessiva frequenza. La mancata chiusura su Lukaku nell'ultimo derby ne è l'esempio più efficace. Toccherà anche a Pioli provare a restituire la versione migliore del capitano rossonero, ma al contempo è necessario che il click mentale parta soprattutto dal giocatore; perché, se il Milan di oggi può permettersi di aspettarlo ancora, in vista dell'Europeo Mancini non ha tutto questo tempo. E infatti gioca Acerbi.