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    Che fine ha fatto? Berbatov, genio e svogliatezza: da 'caso' tra Juventus e Fiorentina ad attore

    Che fine ha fatto? Berbatov, genio e svogliatezza: da 'caso' tra Juventus e Fiorentina ad attore

    • Alessandro Di Gioia
      Alessandro Di Gioia
    "La sua eleganza era pari solo alla sua svogliatezza. Avrebbe potuto fare qualsiasi cosa su un campo da calcio, ma sembrava non ne avesse voglia. E quando ne aveva...". Parole e musica di Sir Alex Ferguson, uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio, che di talenti nella propria carriera ne ha visti e allenati: ma Dimitar Berbatov da Blagoevgrad​, Bulgaria Sud-Occidentale, aveva quel qualcosa in più, qualcosa che solo i grandi campioni hanno. Una classe innata, movimenti da ballerino sovietico, senso del gol immane: sapeva fare cose difficilissime senza mostrare fatica o attenzione. Una sorta di "sprezzatura" applicata al mondo del calcio, opposta a un carattere non sempre facile.

    UNA FAMIGLIA NEL PALLONE E LA PASSIONE PER IL MILAN DI VAN BASTEN - Nato nel 1981 da una famiglia amante dello sport, ha grandi geni: il padre Ivan è stato un ex calciatore di diverse squadre bulgare, tra cui il CSKA Sofia; la madre Margarita è stata una giocatrice di pallamano: il fratello Asen è stato un calciatore, così come il nonno Dimitar. Sin da piccolo dimostra un grande talento con il pallone, ma anche nel salto in lungo e nell'atletica: sceglie il calcio perché grande tifoso del Milan e di Marco van Basten, oltre che del Newcastle. 

    LA LAUREA E LA PASSIONE PER IL DISEGNO E LE LINGUE - Ma la sua vita non è stata solo calcio: laureato all'Università di Sofia, ha un grande hobby, il disegno, e una passione per la lettura. Un intellettuale applicato al pallone, come testimoniano le ben cinque lingue parlate. Di se stesso, dice: "Sono un ragazzo tranquillo, gioco così e non posso cambiare il mio stile, guardo le partite e vedo ragazzi che vanno nel panico quando hanno la palla - sembrano così nervosi. Io posso rimanere tranquillo, perché so quello che voglio fare prima che la palla mi arrivi. Ferguson mi dice di non cambiare nulla - mi dà la libertà di esprimere le mie qualità".​

    IL LECCE SFIORATO E L'ASPIRINA A LEVERKUSEN - Abile, freddo, tecnico e composto: dal Pirin Blagoevgrad, squadra della sua città natale, fino all'avvento nel CSKA Sofia del padre, dimostra subito di essere di una categoria superiore, rispetto ai connazionali. Il ds del Lecce, Pantaleo Corvino, prova a portarlo in Serie A, ma a spuntarla sono i tedeschi del Bayer Leverkusen, con il quale centra la finale di Champions League e la finale di Coppa di Germania. Diventa il leader tecnico e caratteriale delle Aspirine, con 70 gol in 155 partite​.

    DAL TOTTENHAM AL MANCHESTER UNITED - Il passaggio in Premier League è connaturale, quello inglese è il campionato perfetto per le movenze di Berbatov. Prima il Tottenham, che lo acquista per 16 milioni di euro rendendolo il calciatore bulgaro più pagato della storia, dove vince il premio di giocatore dell'anno per gli Spurs, poi il controverso passaggio al Manchester United, per 38 milioni di euro: con i Red Devils vince il suo primo campionato, la sua prima Coppa di lega e torna in finale di Champions, poi persa col Barcellona. Individualmente, vince il titolo di capocannoniere della Premier League: il bilancio con lo United parla di 49 gol in 108 partite. Diventa leader indiscusso anche della nazionale bulgara, con cui segna 46 reti.

    IL POMO DELLA DISCORDIA TRA JUVE E FIORENTINA - Dopo quattro anni, a causa di mancanza di motivazioni, perdita del posto da titolare e un carattere a volte apatico, Berbatov decide di cambiare maglia. Comincia quindi una battaglia campale tra Fiorentina e Juventus per accaparrarselo, che termina con un giallo, l'ultimo giorno di mercato dell'estate 2012: ad aspettarlo in aeroporto ci sono Daniele Pradè a Firenze e Beppe Marotta a Torino, ma il bulgaro non arriverà mai, gettando nella discordia i due club che si accusano l'un l'altro. Alla fine va a giocare nel Fulham, dove inizia la sua brusca discesa: due stagioni nella squadra di Londra, una nel Monaco in Francia, sempre da protagonista, prima del canto del cigno tra PAOK, in Grecia, e Kerala Blasters, in India, fino al ritiro del 2019. 

    LA CARRIERA DI ATTORE - Ma oggi Berbatov che fine ha fatto?  Ha optato per un colpo di scena cinematografico, in tutti i sensi: è sceso in campo, sul grande schermo, dove ha interpretato un gangster. "Revolution X: The Movie", il suo nuovo impegno. “Da grande voglio fare l’attore”, dichiarò nel 2014; adesso la grande occasione, con tanto di sigaro e cicatrice sul volto.​ Genio e sregolatezza, come con il pallone...

    @AleDigio89
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