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Tutti gli appassionati di calcio ricordano con affetto il film "L'allenatore nel pallone", un vero e proprio cult degli anni '80, con la regia di Sergio Martino e uno spassosissmo Lino Banfi nei panni del protagonista, l'allenatore della Longobarda Oronzo Canà. La sgangherata squadra presieduta dal Commendator Borlotti riesce a salvarsi grazie alle performances del calciatore brasiliano Aristoteles, giovane attaccante scoperto da Canà mentre tira calci in un campetto in Brasile, il cui nome prende spunto da quello del brasiliano Sócrates. In pochi però ricordano che nel campionato di Serie A italiano un "Aristoteles" è esistito veramente, e non stiamo parlando del venezuelano arrivato quest'anno a Crotone, ma di Luis Silvio Danuello, centrocampista della Pistoiese.

L'EROE DI PISTOIA - Nato in Brasile, proprio come Aristoteles, nello Stato di San Paolo, annus domini 1960, Luis Silvio cresce nel Marilia e si forgia nel Palmeiras e nella Ponte Preta, prima di trasferirsi in Italia, in occasione della riapertura delle frontiere che permise alle società italiane di acquistare un calciatore proveniente da federazione straniera, dopo la chiusura decretata a seguito della negativa spedizione azzurra ai Mondiali del 1966. La Pistoiese, neopromossa in Serie A, si rivolse al campionato brasiliano, intrigata dalla possibilità di accaparrarsi un nuovo fenomeno: l'allenatore in seconda degli arancioni Malvasi venne inviato in Sudamerica per la punta del Palmeiras Palinho, ma rimase invece estasiato dalle prestazioni di Luis Silvio, dotato di gran velocità, tecnica e fiuto del gol. I toscani riuscirono ad acquistarlo per un prezzo d'affare, 170 milioni di lire per un contratto di ben sette anni. Danuello doveva essere l'eroe della salvezza della Pistoiese, l'uomo dei gol importanti, ma si rivelò invece uno dei più grandi bidoni della storia della Serie A.

PUNTA O PONTA? - L'inizio fu particolare e dettò subito sensazioni negative: infatti gli altri calciatori brasiliani del campionato di Serie A, come Falcao, non avevano mai sentito nominare Luis Silvio. Ci fu inoltre un grave misunderstanding, che risaltò dopo le prime giornate di campionato: Danuello non era neanche male, ma non era un attaccante, il ruolo per il quale era stato comprato, bensì un'ala. Alla base di questo fraintendimento la domanda che gli venne rivolta all'arrivo in Italia da un dirigente della Pistoiese: "Sei una punta?" "Sì, sono una ponta". Peccato che in Italia la punta è l'attaccante, mentre in Brasile la "ponta" è l'ala o esterno. Scene da film comico. L'epopea del brasiliano si concluse quasi subito: venne prima spedito in panchina, poi in tribuna, infine in Brasile, dove fece ritorno senza l'autorizzazione della società, che si rifiutò di riconoscergli lo stipendio e tentò in tutti i modi di scambiarlo sul mercato.
TRA LEGGENDE METROPOLITANE RICAMBI PER MACCHINE INDUSTRIALI - Anche se Luis Silvio Danuello non si è fatto sicuramente ricordare per quanto combinato in campo, è entrato comunque nella storia del calcio italiano: le leggende metropolitane narrano infatti che abbia ingannato tutti e che in realtà non sia mai stato un vero calciatore, ma piuttosto un barista, un pizzaiolo o un attore di film pornografici, fino ad arrivare alla mitica storia del venditore di gelati allo stadio Melani di Pistoia. In realtà la vera "fregatura" la prese Malvasi in Brasile: la Ponte Preta infatti, squadra nella quale Danuello militava ai tempi dell'interessamento della Pistoiese, fece in modo di combinare la partita con i rivali per far spiccare le doti del giocatore e venderlo al miglior prezzo possibile, facendolo anche apparire come un centravanti quando in realtà lui era un esterno. La dimostrazione è che Luis Silvio continuò comunque la carriera in Brasile, dopo il ritorno dall'Italia: Internacional de Porto Alegre, ancora Ponte Preta, Nautico e Sao Josè, prima di appendere le scarpette al chiodo. Dopo il ritiro, ha investito i guadagni del calcio nella "Maripeças", cioè la rivendita di ricambi per macchine industriali. Ma indimenticabili sono i giorni in cui è stato un "Aristoteles" reale.

@AleDigio89