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"Se ho qualche rimpianto? Mi dispiace di non aver chiesto prima le maglie ai giocatori con cui giocavo quando ero appena agli inizi. La verità è che ho iniziato a pensare alle magliette quando già ero più grande. Prima non ci facevo attenzione". La firma è prestigiosa e porta il nome di Leo Messi. Parole e rimpianti datati 22 maggio, nemmeno un mese fa. Chissà se il suo rivale di sempre, Cristiano Ronaldo, non nutra oggi un sentimento simile. Per capirci occorre riavvolgere il nastro fino allo scorso aprile, quando Robin Gosens ha svelato un aneddoto divertente: "Dopo la partita con la Juve ho chiesto la maglia a Ronaldo. Ho provato a realizzato il mio sogno, ma lui non ha accettato. Non mi ha nemmeno guardato, ha detto solo 'no!'. Ero imbarazzato, sono andato via". Il mondo, oggi, si è capovolto: la copertina è tutta del tedesco, freccia mancina che si è messa la Germania sulle spalle trascinandola al poker sul Portogallo. La miglior prestazione individuale vista sin qui a Euro2020 coincide con il ribaltamento delle gerarchie, con il Davide imbarazzato che sconfigge il Golia globalmente osannato, prendendosi la sua rivincita sul palcoscenico più bello.

RISPOSTA AGLI SCETTICI - Un gol, due assist e un'intera fascia portata a casa. Lasciando in eredità una metaforica aspirina per Semedo. Che da quelle parti, all'Allianz Arena, non ci ha capito proprio nulla. La gara di Gosens traina la Germania in una partita (quasi) da dentro-fuori, è la risposta secca e decisa ai pochi scettici che ancora dubitavano delle sue capacità di affermarsi lontano dall'Atalanta. E in una difesa a 4, come tatticismi e idee di Low impongono. Anche in un contesto diverso e lontano da quella mediana a 4 con Freuler, de Roon e Hateboer, Robin Hood si conferma devastante. 
LA JUVE NON MOLLA - "Una serata indimenticabile". Sorride, felice e orgoglioso, al fischio finale. Sorride, inevitabilmente, anche il suo mentore Gasperini e con lui il presidente Percassi, che all'orizzonte sogna l'ennesima plusvalenza coperta d'oro. Pagato 2 milioni nel 2017, il suo valore è ora schizzato. Se è vero che fino a poco fa eravamo intorno ai 35, la quotazione non può ora non toccare almeno quota 45. Lo sa bene la Juve, che da lui non ha mai tolto gli occhi e che con l'entourage del tedesco continua a parlare. Prigioniera, però, di Alex Sandro: senza l'addio del brasiliano e un paio di cessioni importanti, Cherubini non potrà affondare. Su di lui, però, è forte anche il pressing estero: il Leicester aveva tentato il colpo a fine stagione, ma la mancata qualificazione in Champions ha complicato i piani. L'idea resta, ma le Foxes sono scese nelle gerarchie. Scavalcate dalle big europee come Psg, Manchester City e United. Accecate da Robin Hood, fenomeno di Germania davanti a Ronaldo. Chissà che ora non sia lui a chiedergli la maglia, in un clamoroso ribaltamento di prospettive.