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Amici d'Oltralpe. Francesi, ma non solo. L'accento napoleonico ha invaso casa Chievo. Non un caso. Ma una scelta. Precisa, anche. Perché Giovanni Sartori, direttore sportivo dalle lunghe vedute, proprio in Francia ha cercato di scovare gli uomini giusti per il futuro del club veronese. E allora, piano piano, la colonia dei franco-calciatori si è allargata.

Non tutti figli della Ville Lumiere. Ma figliocci acquisiti dal futebol francesce. Ci sono, infatti, 'legionari' che arrivano dalla terra di Gallia. Pur sempre con l'accento addolcito, nonostante le cadenze slave. La storia è quella dei due nazionali sloveni Cesar e Jokic. Colonne per la difesa di oggi e domani. Il primo è stato pescato dal Grenoble. E in Italia si è messo subito a digrignare i denti. Jokic ha fatto esperienza al Grenoble. Grande esplosività e capacità tecniche che gli hanno già permesso di restare a galla nel torneo italiano.

In batteria Pioli si è già trovato Frey, fratello d'arte. Francese puro. Al Chievo si è fatto uomo. Poi è arrivato anche il dinoccolato attaccante Thereau. Anche lui uomo di Gallia. Si è fatto grande in Belgio, ha vissuto momenti esaltanti allo Steaua. Chievo gli ha offerto una grande chance. Non è finita, perché Sartori ha pescato dallo Chateuaroux, seconda divisione francese, lo sconosciuto Constant. Passaporto francese, cuore guineano. Valeva zero, ora vale dieci.

E per chiudere la lista dei franchi di Verona ecco Fernandes, cittadino del mondo. Il centrocampista poliglotta ha passaporto svizzero, ma è al Saint Etienne che ha convinto il Chievo a puntare su di lui. Stessa storia, stessa strada. Partenza da Verona, arrivo a casa di Asterix. E a gennaio, magari, potrebbe accadere ancora qualcosa. N'est ce pas Sartori?