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Da quando è stato dato l’annuncio ufficiale di Pirlo, molti  juventini si stanno facendo un’unica domanda: non sarà un azzardo avergli affidato da subito la prima squadra? Perché a tanti di loro è subito venuto in mente il precedente di Ciro Ferrara, e appena appreso della decisione del club di sostituire Sarri  con l’Andrea gli è venuta un po’ di pelle d’oca.

Non potete immaginare quanti, in spiaggia così come in giro per Noli (dove sono in vacanza), mi hanno fermato per domandarmi se  è stata davvero la scelta giusta, oppure se in società l’hanno cannata pure stavolta. Insomma, se è stata una pirlata o un colpo di genio.

Non avendo finora visto all’opera Pirlo come allenatore, ma soltanto da giocatore (e che giocatore!) la risposta potrà darla solo la prossima stagione calcistica, al momento ci si può solo limitare a cercare di capire come si è arrivati a questa scelta. Di sicuro ponderata da mesi, praticamente da quando la Juve di Sarri ha iniziato a perdere trofei. Leggi, dicembre 2019:  Supercoppa Italiana. I primi bisbigli sull’idea di affidare in corsa la squadra al tandem Capello-Pirlo iniziarono a circolare dopo la seconda sconfitta per 3-1 con la Lazio di Inzaghi. 

Semplici boatos, privi di consistenza apparente, spia però di un’insoddisfazione latente in casa Agnelli nei confronti dell’ex allenatore del Sansovino. Le ripetute ribaltate prese post lockdown in campionato , in grado di mettere a rischio la conquista del 9° tricolore di fila, hanno trasformato quelle voci in pensieri sempre più seri, fino ad approdare alla conferenza di presentazione di Pirlo come neo allenatore della Under 23. 

Domanda: quando venne ingaggiato Pecchia per assegnargli il medesimo ruolo, qualcuno di voi ricorda ci fosse stata una conferenza? Tra l’altro, alla presenza dell’intero quartier generale bianconero? Non mi pare. 
Dopo la presentazione di Pirlo, e soprattutto dopo non aver visto Andrea Agnelli presenziare alla conferenza successiva dell’allenatore neo campione d’Italia e non avergli sentito nemmeno tributare a Sarri un esplicito ringraziamento per lo scudetto appena vinto, è sembrata subito chiara  una cosa: che l’uomo di Figline fosse  arrivato al capolinea della sua esperienza in Juventus. Contemporaneamente, che  si stesse ragionando sul futuro. Più futuro semplice, che  anteriore. Qualcosa di imminente, non di lontano. Di già deciso, non da valutare col tempo. 


La Under 23 è stata solo un pretesto, una scusa di facciata, oserei dire uno scherzo. A chi gliene poteva fregare di come avrebbe potuto far giocare Pirlo la squadra B della Juventus? A nessuno. Quel giorno, come mi spinsi prima a scrivere su IlBiancoNero e a dire poi al “Processo” su 7Gold,  era stato presentato il nuovo allenatore della Juventus, tant’è vero che dall’esonero di Sarri all’annuncio di Pirlo trascorsero meno di 5 ore. Tutto era già stato deciso, e lo spogliatoio già informato.

Sarà un altro azzardo, come avvenne per Ferrara? In quel caso un allenatore neofita venne frettolosamente valutato e messo a contratto da dei dirigenti neofiti e con una competenza limitata in ambito calcistico, nel caso di Pirlo la scelta è partita da casa Agnelli, avallata dalla dirigenza, accettata dalla squadra. Ciro naufragò lamentandosi del  poco sostegno ricevuto dallo spogliatoio, Pirlo si spera lo ottenga per davvero in campo e non solo sui social. E insieme all’appoggio incondizionato della squadra, ottenga pure una rosa adeguatamente rinforzata, perché come ha scritto la sorella di Ronaldo “mio fratello non può fare tutto da solo”.  Paratici  è quindi avvisato, sbagliare una seconda volta la campagna acquisti non gli sarà consentito.

Resta da capire a quanto ammonterà il budget a disposizione del Chief Football Officer bianconero per consegnare a Pirlo una squadra più forte e competitiva di quella attuale, essendo il bilancio Juve non particolarmente florido, vuoi anche per i mancati introiti dal botteghino, causa covid, e dalla UEFA, causa eliminazione prematura in Champions. 

La virata decisa su Pirlo palesa anche motivazioni prettamente finanziarie:  arruolare uno Zidane (la prima scelta) avrebbe significato un esborso non inferiore ai 10 milioni, mentre il Maestro si è accontentato di un biennale a 1.8 milioni. Una spesa decisamente più accessibile per le attuali finanze bianconere. Dovesse portare pure dei trofei, sarà stata una genialata e non una pirlata. La Champions, ricordo, è riuscita a vincerla pure Di Matteo. Quindi, in bocca al lupo Maestro!