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Oggi, tra le varie voci di mercato che escono (e usciranno), c'è stata quella di un possibile interessamento del Manchester City per Inler. Voci, per l'appunto. Come confermato dal procuratore del giocatore, Dino Lamberti, che a Udineseblog.it afferma senza esitazione: "Non ne so nulla. Lavoro per la figlia del presidente del City. Vado spesso a Dubai. Facile fare congetture su questo aspetto quindi. Fanno semplicemente parte del gioco. Ma di questa notizia non ne so nulla  e credo che dovrei essere il primo a saperla se fosse vera. La bollo come supposizioni".

Rimane il fatto che Inler piace. Soprattutto al Napoli: "E' prematuro ogni discorso, Non so onestamente chi mette in giro certe voci, forse qualche procuratore. Io personalmente non ho mai parlato con i dirigenti del Napoli. So che tra Udinese e partenopei c'è stato qualche discorso, ma tutto è fermo lì. Io voglio che i miei assistiti si trovino bene dove vanno. Tutti conoscete Inler: è svizzero e puntuale su tutto! Poi c'è da considerare l'Udinese. Sta andando bene. se dovesse conquistare una posizione prestigiosa a fine anno molte cose cambierebbero probabilmente. Per questo dico che è prematuro parlare di queste cose. Certo - continua- se fossi nel Napoli affretterei la trattativa proprio per questo motivo, oltre che per il prezzo che a giugno potrebbe aumentare. Ma a oggi nessuno si è fatto vivo con noi".

Altro assistito di Lamberti è Almen Abdi, che sta trovando consensi di critica e allenatore: "si è lavorato molto su di lui. Personalmente ho cercato di aiutarlo molto nell'ambientamento. Naturalmente il più l'ha fatto lui. Un problema dei giovani è che invece di trovare i problemi in loro li vanno a cercare altrove.  Il mio, il nostro compito è quello di saperli indirizzare e tirargli fuori la grinta per affermarsi. E' difficile essere autocritici nel calcio d'oggi ma è essenziale. Io ho parlato con Almen e ho chiesto quale fosse il problema. Poi, a volte, sono le piccole cose che fanno la differenza. Non ho voluto parlare però con Guidolin. Credo che un procuratore debba mantenere le distanze dall'aspetto tecnico. Ho preferito indirizzarmi a Gino Pozzo che ha il merito di aver saputo gestire al meglio la questione. Personalmente ho spiegato solo che un giocatore per essere tale deve fare 3,4 o addirittura 5 anni in un club. Poi, così, può costruirsi un futuro anche dopo la carriera a Udine. Altrimenti rischi di rimanere uno dei tanti. E' uno dei concetti che cerco di trasmettere ai miei assistiti".

Su Abdi è pronto a scommettere: "Al primo gol si farà sentire: sarà fantastico. A Zurigo, del resto, a 16 anni era già in prima squadra"