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Esagerando un po’. In tre partite Gaetano Castrovilli è passato da “giocatore molto interessante” a “degno erede di Antognoni”. Con tanti “se” e tanti “forse”, Montella, che stravede per il giovane numero 8 viola, ha scomodato in ogni caso il mostro sacro, e col solito sorrisetto sulle labbra.  Certo queste non erano tre partite qualunque; la Fiorentina infatti ha già incontrato Napoli e Juventus, le due squadre più forti degli ultimi anni. E proprio contro i bianconeri l’ex Cremonese ha incantato tutti, per autorevolezza e fluidità di movimenti. Da qui il paragone ardito: gioca a testa alta, ha il cambio passo di Antognoni. 
 


Gli anni ’70, gli ’80 erano davvero anni magici. I numeri dieci di allora (ma non scordiamoci di quel quattordici olandese..) avevano un fascino speciale. Sembrava giocassero a tutto campo, sciolti, assoluti. Con pause pensose e carezze al pallone diverse, che il gioco intero si fermava quasi ai loro piedi ad ascoltare: la toccava il dieci. Li chiamavano registi, eppure erano anche grandi finalizzatori. Per questo non è da tralasciare la premessa dovuta che fa oggi Montella, parlando di Castrovilli: “Se col tempo riuscirà a fare anche qualche gol e a essere un po’ più risolutivo, avremo il degno erede, forse, di Antognoni”. Sì perché Giancarlo dai sedici/venti metri era una sentenza, e non solo su calcio piazzato. Va bene l’eleganza, ma poi c’era pure la stangata violenta sotto l’incrocio. La voglia di determinare..
 
CASTROVILLI HA CAMBIO DI PASSO – La posizione di trequartista (nel 3-4-1-2) ricoperta da Castrovilli contro la Signora ha indubbiamente accelerato la fantasia di Montella. Detto ciò, a Gaetano non manca certo la qualità e soprattutto il cambio di passo, un requisito fondamentale per quel ruolo. Qui lo vediamo ricevere un pallone da Badelj, alle spalle delle linee di pressione bianconere.



Dopo un controllo orientato eseguito alla perfezione, Castrovilli si lancia palla al piede verso l’area avversaria, senza temere i recuperi di Pjanic e Alex Sandro.
 


E quando sembra ormai chiuso, spinge ancora e quel tanto da uscire incolume dall’imbuto, ancora in possesso della sfera. 



La sua discesa in conduzione fin dentro l’area ha provocato ora l’uscita di De Ligt, una prima ‘forzatura’ della cassaforte bianconera. Poi, intelligentemente, Castrovilli scarica il pallone all’accorrente Lirola, dal quale nascerà la pericolosa combinazione che porterà al tiro Ribery, su sponda di Chiesa.  



A TESTA ALTA – Mutatis mutandis, come Antognoni, anche Castrovilli gioca a testa alta e con grande personalità. Non avrebbe mai tentato questa giocata al debutto, la prima di campionato, se fosse stato sprovvisto di queste due qualità. 



Contro il Napoli la Viola era scesa in campo col 4-3-3. Castrovilli faceva la mezzala sinistra, Pulgar quella a destra, Badelj il vertice basso. In una situazione in cui quest’ultimo non era riuscito ad occupare la sua posizione e mancava perciò un riferimento centrale in mezzo al campo, Castrovilli è sceso in diagonale nel fitto degli uomini di Ancelotti, per ricevere il pallone da Milenkovic. Entrato nella trappola di proposito, ha aperto il gioco di prima intenzione con una linea di passaggio fulminea in grado di tagliare fuori ben 6 partenopei. 



Un diagonale ad effetto e preciso sui piedi di Sottil. 



BONUS TRACKS: TUNNEL E SOMBRERI ALLA SIGNORA– Certi piccoli lampi di classe mi permetto di segnalarli a chi magari non ha visto Fiorentina-Juventus. La prima bonus track riguarda un tunnellino ad Alex Sandro lungo l’out di destra, durante il secondo tempo. Chiesa indica al compagno un appoggio semplice, ma Castrovilli preferisce il nutmeg. Un passaggio corto verticale sotto le gambe del  terzino brasiliano.  



SOMBRERINO A KHEDIRA – Ancora Chiesa, sempre nel secondo tempo e sempre sulla destra, gli gira un pallone scomodo da agganciare, un po’ indietro rispetto alla sua corsa. Castrovilli prima lo controlla come può, con una specie di piroetta, poi lo vede in aria, impennatosi, così se lo aggiusta con un sombrerino su Khedira niente male. Impreziosirà la giocata con un controbalzo di suola diretto a Pulgar, che qui vi lascio solo immaginare o ricordare. Castrovilli, appassionato di danza fin da bambino (a sette anni entrò in una scuola di danza classica che poi abbandonò l’anno seguente, per il disagio di trovarsi unico maschietto fra tante bimbe), una volta disse: “Io vedo certi passi della danza che combaciano col calcio”. Ah. 



PROVA A PRENDERMI – Ma di Castrovilli va aggiunta un’altra grande qualità, “la sua capacità di fare le due fasi”. Queste sono parole di un’altra figura importante per il ragazzo, il tecnico della Primavera viola Bigica, che lo avrebbe anche definito “una mezzala moderna”. Molti infatti hanno giustamente insistito su quel recupero ‘simbolico’ di Ribery su CR7, ma in quanti ricordano il fallo tattico di Castrovilli sul fenomeno, per fermare questa ripartenza pericolosissima dei bianconeri? Eppure è stato anch’esso decisivo. Forse non proprio da Antognoni, ma da giocatore serio e affidabile certamente sì.