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L'Atalanta molla la presa sul quarto posto, non passeggia sulla Spal che anzi le cammina sulla testa, festa Spal grande e inattesa e un grazie da Roma giallorossa. E dire che alla vigilia il pronostico vittoria Atalanta era di quelli che soggiacevano alla battuta: neanche la quotano i bookmakers la sconfitta della Dea in casa. E invece... Invece Atalanta in campo pattina a vuoto, Atalanta gomme sgonfie che pattinano appunto a vuoto, non scaricano nel gioco potenza e quindi Atalanta che slitta, sbanda e va a sbattere su Petagna e Valoti.

Dove l'ha persa l'Atalanta la partita? Un po', forse più di un po', l'ha persa lì davanti: Gomez in ombra, non era lui. E Zapata effervescente quanto sgasato. Un po', forse altrettanto, l'Atalanta l'ha persa la partita in un centrocampo affannato come minatori in miniera su è giù senza ascensore (Pasalic e Freuler non ce la facevano di gambe e di testa). Ancora la partita l'Atalanta l'ha persa sul lato destro della sua difesa dove prima De Roon e poi Djimsiti non hanno retto). Un altro po' all'Atalanta l'ha partita l'ha fatta perdere il trio della Spal: Berisha che ha parato il dovuto e di più, Petagna combattente convinto e Valoti che ha inventato dribbling e gol perfetti del sorpasso.

Prima che si cominciasse a giocare avevo deciso di guardare in particolare un altro trio, quello formato da Ilicic, Toloi e Caldara. Ilicic, il più atipico, piacevolmente atipico dei calciatori. Fa col sinistro e con il corpo in armonica risonanza col sinistro cose vincenti ed esteticamente belle. Infatti al minuto 16 la mette dentro di tacco per l'uno a zero dell'Atalanta. Ma il gol è solo un anello della catena, Ilicic aggancia, smista, sposta, su di lui fanno tre falli nei primi quattro minuti e una quindicina in tutta la partita. Toloi, il centrale di difesa che ti vien voglia di essergli amico per dirgli bravo: anticipa, marca, va avanti, conquista campo, accetta l'uno contro l'uno e va a fare superiorità numerica. Caldara che stasera dovrebbe mostrare il miracolo/segreto, incarnare il segreto miracolo dell'Atalanta. Caldara che uscito dall'Atalanta era sfumato, svanito in maglia Juventus e poi Milan e poi stasera di nuovo in maglia Atalanta sarebbe miracolosamente risorto.

Ilicic, Toloi, Caldara: mi apprestavo a vedere il trio della forza del bello e del bello della forza. E invece no, il trio da guardare stasera era l'altro: Berisha, Petagna, Valoti. Del trio atalantino sarebbe mancato all'appello del campo Caldara e un po' del miglior Toloi. La partita? Al minuto 4 giallo per Valoti duro su Ilicic. L'Atalanta lavora ma appare come il fornello elettrico del gas quando scintille, scintille, scintille però la fiamma non s'accende. Questa l'impressione generale fino al minuto 16 quando sembra sia appunto solo un'impressione: Zapata centra e Ilicic di tacco fa gol. Invece non era un'impressione, il fornello della fiamma Atalanta va molto a singhiozzo, tende a spegnersi, si preme e si gira la manopola ma solo scintille senza fuoco. Minuto 37 e Atalanta dorme su corner della Spal. Non succede nulla ma... Minuto 43: Petagna combatte e si guadagna solo un palo meritando di più.

Secondo tempo, Gasperini prova a rimettere De Roon davanti alla difesa, sacrifica Freuler, mette Djimsiti a difendere sulla destra, deve aver sentito spifferi e prova a chiudere gli infissi. Minuto 50 e giallo per Palomino entrato su Strefezza. Non erano solo spifferi, minuto 54 e Reca si lascia dietro in corsa Djimsiti, mette al centro e Petagna fa uno a uno. E neanche tanto a sorpresa. Cominciano qui i sei minuti che affossano l'Atalanta. Frastornata incassa il gran gol di Valoti. Poi, poi al minuto 61 Berisha salva su Zapata, al 66' Gasperini tira fuori Caldara per azzardare in campo Muriel più Zapata. Atalanta incredula per quel che le accade, minuto 70 e Pasalic non riesce a segnare. Ilicic prende falli a vagonate. Dove non arriva Berisha arriva Missiroli a deviare, intercettare. Minuto 71 e Zapata di testa mette fuori. Minuto 77 De Roon spara fuori, due minuti dopo Missiroli salva sulla linea o quasi. Minuto 83, Malinovskji libera per Zapata che tira sul portiere, poi lo stesso Malinovskyi di tacco per Ilicic ed è deviazione in corner. Minuto 95 Berisha risalva per l'ennesima ed ultima volta.

Atalanta stanca si è detto. A noi è sembrato qualcosa di diverso dalla stanchezza. Stanchezza è non averne più, andar lenti. No, anche stasera l'Atalanta tirava le marce del motore, andava su di giri, correva. Ma, appunto, slittava sul campo. Come una Formula 1 che alla partenza e ad ogni rettilineo non scarica la potenza del motore sulle gomme e quindi sulla pista. Basta un Gomez con una caviglia mezza buona e mezza no, più due esterni come Hateboer e Castagne assenti forzati a spiegare il perché?

IL TABELLINO


Atalanta-Spal 1-2 (primo tempo 1-0)
Marcatori: 16' p.t. Ilicic (A), 9' s.t. Petagna (A), 15' s.t. Valoti (S)

Assist: 16' p.t. Zapata (A), 9' s.t. Reca (A), 15' s.t. Dabo (S)

Atalanta (3-4-1-2): Sportiello, Toloi, Caldara (21' s.t. Muriel), Palomino, Gosens, Gomez (14' s.t. Malinovskyi), Freuler (1' s.t. Djimsiti), de Roon, Iličić, Pašalić, Zapata. All. Gasperini.

Spal (3-5-2): Berisha, Igor, Cionek, Missiroli, Valoti (33' s.t. Valdifiori), Reca (40' s.t. Tomovic), Dabo, Strefezza, Vicari, Di Francesco (27' s.t. Floccari), Petagna. All. Semplici.

Arbitro: La Penna di Roma. 

Ammoniti: 5' Valoti (S), 22' Vicari (S), 40' p.t. de Roon (A), 46' p.t. Di Francesco (S), 5' s.t. Palomino (A)

Espulsi: 52' s.t. Gritti (A)