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Fino a poche settimane fa, l'importanza di Miralem Pjanic nella Juve emergeva soprattutto in sua assenza. Ora anche questo aspetto sembra cambiato. Ora il fallimento della rivoluzione sarrista sembra essere fotografata in maniera esemplare proprio dalla situazione di Pjanic: altro che 150 palloni, il bosniaco è in totale involuzione atletica e tecnica. Praticamente un uomo in meno. Non è più un caso se i piccoli passi avanti ci siano stati contro Brescia e Spal: le ultime della classe, affrontate comunque in sua assenza. Nè se la Juve ha avuto uno scatto quantomeno d'orgoglio se non di ritmo pure a Lione solo dopo la sua uscita di scena. Prima si sentiva la differenza, in peggio, quando non c'era. Ora quando c'è.

FUORI – E contro il Lione si è vista addirittura una Juve penalizzata dal bosniaco. Non è tanto e non è solo una questione di numeri di palloni giocati. Ma del fatto che alla fine della fiera, il regista veniva aggirato, scavalcato, ignorato. Quando riceveva la palla, la dava poi via al rallentatore, in maniera prevedibile e spesso all'indietro, a volte innescando addirittura il contropiede del Lione. Quando non la riceveva il motivo stava sostanzialmente un passo al piccolo trotto che non gli permetteva mai di liberarsi della prima marcatura. Pjanic insomma è scomparso. Un problema, enorme. Che fotografa clamorosamente il fallimento, almeno per ora, della rivoluzione sarrista.