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"Se parli con me, stai zitto". Dopo Massimiliano Allegri nel siparietto con Lele Adani nel post Inter-Juventus di sabato sera, anche la compagna Ambra Angiolini zittisce le polemiche con i giornalisti sul Concerto del Primo Maggio a Roma, che condurrà insieme a Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale. La conduttrice ha infatti risposto per le rime a chi, durante la conferenza stampa pre concertone, ha parlato di scarsa rappresentanza di donne tra gli artisti che si esibiranno in Piazza San Giovanni. 

E lo ha fatto in maniera decisamente più intelligente rispetto al suo ex partner, Francesco Renga, che qualche mese fa alla stessa domanda durante il Festival di Sanremo aveva sentenziato che le voci maschili sarebbero più belle di quelle femminili.
Ambra punta invece sulla sterilità della polemica rispetto all’importanza di altre tematiche ben più profonde che andrebbero prese in considerazione. "Contare le donne nella lista di un concerto mi sembra assurdo - dice la conduttrice - e dare al mondo della musica la sensazione che pur di realizzare il 50 e 50 ci si può infilare dentro chiunque, è davvero il colmo. Se vogliamo parlare di donne, parliamo della parità salariale, della difficoltà di fare un figlio e mantenere il proprio posto di lavoro". 

Argomenti seri, perfettamente in linea con lo slogan di quest’anno dell'evento ("Un passo avanti") e con le tematiche riguardante la necessità di un’evoluzione nei diritti dei lavoratori che tale slogan porta con sé. Anche perché, stando alla musica, mai come quest’anno eventuali polemiche possono essere considerate sterili. 

La line-up del concerto del Primo Maggio 2019 è infatti perfettamente in linea con alcune delle realtà più interessanti che la musica italiana possa offrire oggi e, come ospite internazionale, ha un artista che ha fatto la storia della musica degli anni ’90: quel Noel Gallagher (sul palco  stasera con i suoi High Flying Birds), tifosissimo del Manchester City che con gli Oasis è stato elemento di rottura nel rock britannico, aprendo la strada a tanti artisti (Arctic Monkeys, Kasabian, The Libertines solo per citarne alcuni) che hanno dato vita a un periodo fiorente della musica d’oltremanica. 

E linfa nuova è ciò che, tra indie-rock e rap, stiamo fortunatamente vivendo anche oggi in Italia. Questo Primo Maggio ne è una perfetta fotografia. Alternerà giovani realtà come Motta, Gazzelle, Achille Lauro, Carl Brave, Ghali, Dutch Nazari, Ex Otago, Pinguini Tattici Nucleari e (a proposito di “quote rosa”) Coma_Cose (il derby di venerdì a Torino calza a pennello col testo del loro ultimo singolo Granata: "Tutti vestiti di nero con la faccia pallida, sembriamo la Juventus e tu per fare il derby ci hai tirato una granata nei denti"), La Rappresentante di Lista e La Municipal ad artisti che hanno fatto la storia della musica italiana soprattutto negli anni ’90 come Subsonica (che si esibiranno con Willie Peyote), Negrita, The Zen Circus, Daniele Silvestri, Manuel Agnelli, Omar Pedrini e Ghemon. 

Non saranno Guccini, De Andrè e De Gregori, non avranno scritto La locomotiva, Il bombarolo o Viva l’Italia ma sanno fare musica e si confrontano con tematiche sociali (prima che politiche e partitiche), intrattenendo in modo serio o con serietà ma divertendosi. Una modalità che andrebbe adottata anche nel calcio, sia in campo che negli studi post partita.