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Anni fa andava di moda lo slogan “Rottamare”. Era riferito alla necessità di novità in politica. Il cambiamento (volti nuovi, riforme ecc.) fu definito rottamazione, attingendo con un paragone un po’ crudo, al mondo degli sfasciacarrozze. Alle prese con qualche problema (l’età dei calciatori, il bilancio, il “fallimento” di Sarri, il monte ingaggi, il Covid, l’uscita inopinata dalla Champions con relativo buco economico…) la Juve comincia proprio da qui: dalla rottamazione. Non vende i giocatori, li regala. Con buona pace di chi la riteneva imbottita di campioni, quindi di giocatori appetibili, scopre che questi campioni o li concede in dono oppure è costretta a tenerseli in casa.

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