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Inutile nascondere che il mancato impiego di Fernando Llorente costituisca un caso tuttora irrisolto per la Juventus. Ma diamo credito alle parole di Beppe Marotta, di Antonio Conte e dello stesso Llorente: è un problema di inserimento, che deve avvenire nei tempi e nei modi giusti. Quando finalmente sarà pronto, arriverà anche il suo momento.

Accantonata per il momento la questione Llorente, spostiamo dunque l'attenzione su un altro elemento che, almeno nelle ultime due gare con Inter e Copenaghen, è sembrato costituire un problema per Conte e per la Juventus: la mancanza di vere alternative a Kwadwo Asamoah e a Stephan Lichtsteiner sulle fasce. La mancanza, in particolare, di esterni d'attacco che possano anche consentire al tecnico di cambiare modulo, variando (magari a gara in corso) quel 3-5-2 che specialmente in Champions sembra poco efficace.

I nomi attuali: Mauricio Isla, per stessa ammissione di Conte, non è un esterno di ruolo, ma un interno adattabile anche al gioco sulla fascia; Federico Peluso e Paolo De Ceglie sono buoni giocatori per il campionato italiano, ma a livello internazionale (e anche nei big match della Serie A) pagano dazio; Martin Caceres (al momento infortunato) è anch'esso un giocatore che all'occorenza può essere schierato come esterno, ma è soprattutto un difensore; Simone Pepe, l'unico esterno d'attacco della rosa bianconera, sarebbe il solo elemento in grado di consentire a Conte di cambiare modulo, ma dopo l'intero 2012-13 trascorso in infermeria, anche in questo inizio di stagione è ancora alle prese con qualche acciacco fisico.

E poi basta. Senza andare a scomodare nomi impossibili da raggiungere per le casse attuali della Juventus, come Theo Walcott e Nani (i due esterni sognati da Conte), il mercato non ha portato a Torino nemmeno Juan Camilo Zuniga e Jonathan Biabiany, i due nomi più abbordabili fra quelli proposti dal mercato. All'inizio della campagna trasferimenti estiva, l'allenatore della Juventus era sicuro che almeno uno dei due alla fine sarebbe arrivato a Vinovo, ma poi le dinamiche di mercato hanno bloccato entrambi gli affari. E Conte, forse, non se ne è ancora fatto una ragione

Pochi esterni e poche scelte alternative per le fasce: quando Asamoah e Lichtsteiner girano a mille, sono insostituibli e tutto il gioco della Juve ne trae beneficio. Quando ogni tanto il ghanese e lo svizzero tirano il fiato, come è normale che sia, iniziano i problemi. E forse, tornando al nome dal quale avevamo iniziato, un gioco più efficace sulle fasce (più inserimenti, più assist, più cross) favorirebbe anche l'inserimento in squadra di Llorente...