Higuain vs Icardi nel solco della tradizione di un derby che da sempre ha visto sfidarsi grandi centravanti, dagli anni dell’immediato dopoguerra - era il calcio in bianco e nero e a San Siro c’era la nebbia - ai tempi nostri, quelli in 3D che stiamo vivendo.

Partiamo con la cavalcata: anni 50, sono quelli di Nordhal contro Nyers e Lorenzi. Il Pompiere svedese segna gol roboanti, stoccate imprendibili, palloni pesanti come pietre che rotolano nella rete avversaria: 10 gol nel derby per lui, comprese due doppiette. il giramondo Nyers - apolide, nato in Francia, figlio di un minatore ungherese, due scudetti con i nerazzurri - segna con l’istinto feroce del cacciatore di palloni in area avversaria, caratteristiche simili ha Benito Lorenzi detto «Veleno» (il soprannome glielo diede la mamma), protagonista di svariati gol e anche di un episodio rimasto famoso: 6 ottobre 1957, ultimo minuto, Inter (è la squadra di Angelillo e Skoglund) in vantaggio, Lo Bello assegna un rigore per il Milan, ci va Cucchiaroni, «Veleno» si avvicina al pallone e furtivo ci nasconde sotto una buccia di limone. Cucchiaroni non se ne accorge, tira, sbaglia, l’Inter trionfa, Lorenzi viene inseguito dagli avversari fin negli spogliatoi, lo vogliono menare.

Anni 60: il rossonero Altafini fa quaterna in un derby storico (Milan.Inter 5-3 del 27 marzo 1960), altri centravanti di quegli anni al Milan sono Gino Pivatelli, "Testina d’Oro", il brasiliano Amarildo (a segno per quattro derby consecutivi tra il novembre 1964 e l’aprile 1966) e l’inglese Greaves, che molto promette e poco mantiene. Sponda nerazzurra, è l’Inter di Herrera: il giovane Sandro Mazzola gioca di punta, Peirò, Cappellini e Ghio lo supportano. Il Milan va a cavallo dei due decenni (60 e 70) con Pierino Prati, tremendo quando va a colpire di testa, definitivo quando sfrutta i lanci di Rivera che - si direbbe oggi - lo trova nello spazio.

È il periodo (primi anni 70) in cui l’Inter trova il centravanti più forte (con Gigi Riva) di quel periodo: Boninsegna, il favoloso Bobo celebrato anche da «Radiofreccia» («Le rovesciate di Bonimba»). I suoi gol acrobatici fanno parte della storia del nostro calcio. Avanti: metà anni 70, ecco che il milanista Albertino Bigon si inventa "centravanti di manovra", prima che il centro dell’attacco sia occupato da Egidio Calloni, "Sciagurato" (vedi Gianni Brera) ma a segno anche lui in un derby (Milan-Inter 3-0) del 1975. In quell’Inter gioca Libera, ma anche Anastasi: ancora poco (fine anni 70) e arriverà ad occupare la scena il grande «Spillo» Altobelli, faccia da derby del decennio degli anni 80, periodo che il Milan vive inizialmente sulla polvere, prima di provare a rialzarsi (resterà un poster a futura memoria il gol di Hateley nell’ottobre del 1984) e dettare legge, vedi alla voce Van Basten.
Il Milan degli olandesi, l’Inter dei tedeschi, con Klinsmann, e prima di lui (a fare coppia con Altobelli) c’era stato Rummenigge. Che anni, quegli anni. Nel Milan ecco Paolo Rossi, Virdis, anche Galderisi: tutti nel tabellino marcatori di quel periodo. L’Inter risponde con Serena, tra i primi cinque specialisti del gol di testa nella storia del nostro calcio.

Gli anni 90 trovano la loro massima espressione - in fatto di centravanti - con Weah (Milan) e Zamorano (Inter), ma San Siro diventa il teatro di uno dei più grandi di sempre: Ronaldo, il Fenomeno. Si declina verso il Duemila con il favoloso Sheva da una parte e l’implacabile Vieri dall’altra: bomber purissimi, attaccanti di lignaggio internazionale. Di qua Pippo Inzaghi fa godere la Milano rossonera, di là il cuore batte per Ibrahimovic (e Adriano, e Cruz).

La corona del centravanti nell’Inter del Triplete ce l’ha Milito, intanto Ibra è passato al Milan: sfida tra giganti. il Milan del dopo-Inzaghi cerca a lungo il suo 9: esperimento Bacca, ma la certezza è Higuain, il Pipita che dovrà vedersela stavolta con un collega dal gol facile, Maurito Icardi. Ecco: Higuain vs Icardi, derby nel solco della tradizione, dei gol, di chi di mestiere fa il centravanti.