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Testa alta e giocare a calcio”. Con questo slogan, un anno e mezzo fa, Marco Giampaolo si presentava ai tifosi del Milan: era la sua prima conferenza stampa da allenatore rossonero e in cuor suo sperava di doverne farne molte altre. Come e quando è finita la sua avventura su quella panchina è noto a tutti: appena sette partite, tre vinte e quattro perse, un gioco mediocre e l’esonero a inizio ottobre. Da quel momento è poi iniziata la favola di Stefano Pioli che oggi, nonostante la sconfitta contro la Juventus, può guardare tutti dall’alto al basso forte del suo primo posto. In basso, molto in basso, c’è proprio Giampaolo: al Torino sperava di potersi rilanciare ma finora la squadra granata sta arrancando ed è impantanata nei bassifondi della classifica

LA PRIMA CONTRO IL MILAN - Stasera Giampaolo, per la prima volta dopo l’esonero, affronterà proprio il Milan, a San Siro: sarà la prima di due gare ravvicinate, tra campionato e Coppa Italia, nelle quali l’allenatore abruzzese cercherà di prendersi una piccola rivincita personale. La squadra rossonera era l’occasione della vita per l’allenatore, la prima esperienza della carriera sulla panchina di una cosiddetta “grande” del calcio italiano dopo stagioni a lottare per non retrocedere, esperienze in B e in C e numerosi esoneri. Esonero che Giampaolo ha rischiato anche nelle scorse settimane, ma la serie di quattro risultati positivi inanellata dal suo Torino (tre pareggi e una vittoria) gli hanno permesso di mantenere saldo il suo posto e alla squadra di lasciare l’ultimo posto in classifica. 
MALE AL MILAN, MALE ANCHE AL TORO - Da quando ha lasciato al Milan a quando è stato ingaggiato dal Torino sono passato circa dieci mesi, eppure la carriera di Giampaolo sembra seguire lo stesso filo conduttore: niente bel gioco, calciatori fuori ruolo e risultati sempre più scarsi. In sette partite i tifosi rossoneri erano comunque riusciti a gioire per tre vittorie, quelli in granata, in sedici partite, hanno invece visto solamente due vittorie (contro Genoa e Parma, altre squadre che non se la passano bene). Lo stesso Giampaolo è consapevole del fatto che serve una svolta alla stagione: chissà se in questi giorni avrà cullato il desiderio di veder materializzarsi questo cambio di rotto proprio a San Siro, contro quel Milan che ha impiegato appena sette partite a liquidarlo.