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Da Zoccola a Vucinic: |Juve verso la vittoria 1400

Da Zoccola a Vucinic: |Juve verso la vittoria 1400

I tifosi non amano le cifre, e più che alle vittorie passate amano guardare a quelle future. Eppure i numeri a volte nascondono curiosi paradossi, auspici, piccole e grandi vendette, aiutano a riscoprire realtà dimenticate. Suona come uno sberleffo della sorte, a esempio, il dato della prima vittoria in assoluto a girone unico della Juventus: 3-2 su quel Napoli oggi rivale dello scudetto, propiziata il 6 ottobre 1929 dall’autorete di Zoccola che poi per i partenopei, nelle trasferte veronesi, da cognome si trasformò in aggettivo, per profanare la memoria di Giulietta. A quella Juve, che partì subito con una cinquina di scudetti, bastarono quattro anni per arrivare alla vittoria numero cento, ottenuta per 8-1 contro il Genoa il 19 novembre 1933. Oggi, Catania permettendo, può festeggiare la numero 1400.

Stranieri storici Numeri, solo numeri, d’accordo. Ma cento vittorie dopo siamo già al 17 novembre 1940. E’ appena stata dichiarata la guerra anche se non ci è ancora entrata in casa, nella Juve c’è Riza Lushta, jugoslavo residente in Albania, appena preso dal Bari. Sua la doppietta al Livorno che vale la vittoria numero 200. Sarà l’artefice con una tripletta della coppa Italia 1941-42 vinta contro il Milan. Chiuderà la carriera negli Stati Uniti. Da calciatore? No come addetto agli ascensori. Va su e giù, in quegli anni, anche la Juventus, che conquisterà il titolo solo nel 1950, l’anno tra l’altro della 300ª vittoria (3-0 alla Triestina), sancita da un’altra doppietta, stavolta di Rinaldo Fioramonte Martino, argentino naturalizzato dalle movenze eleganti e dai modi spicci. «Datemi la palla, al resto penso io», disse una volta all’intervallo. I compagni di squadra lo presero in parola e vinse da solo la partita.

Millesima Molti ragazzi di oggi non sanno che c’è stato anche un Julio Cesar juventino, giocava dietro, non proprio in porta, era difensore e spesso se lo dimenticava. Fra discese ardite e poi risalite nella propria area, sarà ricordato per aver sbloccato Cremonese-Juventus, finita 2-0, il 15 marzo 1992, vittoria bianconera numero mille. Il resto è storia recente. Farà piacere ad Antonio Conte sapere che 199 vittorie fa in campo c’era anche lui. Il successo numero 1200 fu avviato dall’attuale tecnico, allora giocatore, nel 5-0 alla Reggina del 12 gennaio 2003. Poi segnò Trezeguet in gol anche 100 vittorie dopo, il 9 marzo 2008 (2-0 al Genoa). Insomma, dietro i numeri si nascondono sempre grandi storie e quella attesa oggi contro il Catania è pronta a scriverne altre.

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