Noi facciamo il tifo per Davide Santon. Lo diciamo in queste ore in cui sui social rimbalzano prese in giro e meme sullo scambio che - oltre ai soldi - porterà Nainggolan all’Inter e il terzino alla Roma. Spaventati comici guerrieri della tastiera che fanno dell’ironia sul fatto che le visite di Santon a Villa Stuart verranno trasmesse in mondovisione, altri che tengono la contabilità dei calciatori «benedetti» nella Città Santa, tra Jesus, Pellegrini, Cristante, Pastore e appunto Santon, altri ancora che prendono per matto Monchi, il ds giallorosso che ha - a loro parere - accettato il pacco e contropacco interista. E ancora: Spalletti travestito da frate che prega per Santon, festa in piazza del Duomo a Milano alla notizia del trasferimento, richiesta di intervento per «Circonvenzione di incapaci». Ok, ci sta tutto finché si rimane nel perimetro della battuta, più o meno riuscita. Non siamo così ingenui da pensare che Santon, considerate le prestazioni degli ultimi anni, la potesse passare liscia, ma siamo qui a fare il tifo per lui, diventato bersaglio e zimbello di tutti, con la moglie - Chloe Sanderson - che due mesi aveva reagito sfogandosi dopo la valanga di cattiverie postate sui profili social del marito. «Ci augurano malattie, disastri e persino la morte«, aveva detto Cloe. La misura era già colma allora, in queste ore si rischia di tracimare.

IL 'BIMBO' RICOMINCIA DA ROMA - Eppure: Davide Santon ha 27 anni. Del «Bimbo» che aveva incantato Mourinho, che l’aveva fatto debuttare in Champions a soli diciotto anni, non vi è più traccia da tempo. Del ragazzo prodigio - ricordiamo che veniva addirittura paragonato a Maldini - che veniva convocato in Nazionale da Lippi, richiamato da Prandelli e stimolato da Conte (8 presenze in azzurro tra il 2009 e il 2013) è rimasto solo un labile ricordo. Perduto, smarrito, incartato. Si è infortunato spesso, questo l’ha penalizzato. Non ha avuto la forza per sfoderare prestazioni all’altezza quando è stato chiamato in causa, questo l’ha fatto precipitare nell’abisso della rassegnazione. E’ andato e tornato da prestiti, tra Cesena e Newcastle, ripresentandosi all’Inter ma senza combinare granché. Santon non è Maldini, non lo sarà mai. Ma riteniamo sia ancora un giocatore recuperabile, siamo convinti che possa (ri)costruirsi una carriera, dopo essere scivolato nella mediocrità. Di resurrezioni è piena la storia del calcio (e anche del cinema e della letteratura...). Giocatori dati per finiti hanno trovato la forza per rilanciarsi. Un incontro del destino, un allenatore con cui scatta il feeling, una nuova città, una nuova squadra, una scintilla che si accende all’improvviso. O più semplicemente, quella forza, i giocatori l'hanno trovata dentro di loro. A 27 anni, se il fisico lo sorregge, Davide ha davanti a sé l’occasione che aspettava. Dimostrare di essere ancora un giocatore da Serie A, far ricredere quanti lo davano per spacciato. La sua seconda vita comincerà a Roma. Vogliamo pensare che ci sia una seconda (e talvolta una terza e una quarta…) occasione per tutti. E’ finita la storia di Santon all’Inter, ma non è finito Santon.