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Ieri sera il Milan aveva un'età media di 26,8 anni nella formazione titolare schierata da Pioli. I più esperti in campo tra i rossoneri erano i classe '86 Tatarusanu e Giroud, poi nell'ultima mezz'ora è entrato il 40enne Ibra senza però riuscire a incidere. Esperienza al servizio della squadra. Sì, ma quanta? Poca, pochissima. Escludendo Simon Kjaer ('89), gli altri giocatori in campo contro il Porto infatti vanno dal classe '93 Krunic al 2000 Tonali (negli ultimi dieci minuti è entrato anche Maldini, 2002).

DIETRO IL KO - Oltre le assenze importanti - da Maignan a Brahim Diaz, passando per Theo Hernandez e Kessie - un altra fattore che può essere stato decisivo nel ko del Milan in Champions è la mancanza di esperienza internazionale. Un aspetto che ha condizionato la gara di ieri ma anche le altre due precedenti, con la squadra di Pioli ancora bloccata a zero punti nel girone B e con la qualificazione agli ottavi che si sta facendo sempre più complicata.
(QUASI) DEBUTTANTI - Prima di ieri sera Krunic non aveva mai fatto un minuto nei gironi di Champions, discorso simile per Saelemaekers, Leao, Tonali, Calabria e Bennacer, che alle spalle hanno solo le prime due gare del girone e qualche partita in Europa League. Per non parlare di Daniel Maldini, che - escludendo i preliminari - in competizioni internazionali con la prima squadra ha giocato appena 95'. Ballo-Touré? A parte 91' di Champions giocati con il Milan, aveva fatto solo la Youth League con il Psg. Più esperienza da parte di Bakayoko e Tomori, ma non basta per imporsi contro squadre navigate come il Porto. Il Milan paga una fase di un processo di ringiovanimento lavorando per invertire la rotta e continuare a lottare per rimanere in Champions. Con il sostegno dei più esperti e il talento dei giovani.