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In principio era Joao Cancelo. Il suo acquisto rappresentò molto più di un semplice primo passo per sbloccare l'operazione del secolo, quella che ha portato Cristiano Ronaldo alla Juve. Una trattativa che sancì una volta per tutte la pace con Jorge Mendes per esempio. E pure da un punto di vista tecnico, quando Juan Cuadrado era ancora considerato a tutti gli effetti un esterno d'attacco, proprio Cancelo rappresentava quel terzino di spinta di stampo europeo che alla Juve mancava da tempo. Ottima partenza, poi una seconda parte di stagione scivolata via tra un'incomprensione e l'altra con Max Allegri.

PLUSVALENZA - Dopo la staffetta in panchina con Maurizio Sarri, però, son cambiati drasticamente pure i piani legati al portoghese, rapidamente diventato merce da plusvalenza: in generale la sua cessione lasciò molto scetticismo tra tifosi e addetti ai lavori, il fatto che il Manchester City avesse preteso di concludere l'operazione inserendo Danilo e valutandolo 37 milioni di euro, con Cancelo pagato 65, alimentava lo scetticismo. Uno scambio che dopo la prima stagione sostanzialmente poteva essere valutato da 0-0, né Danilo né Cancelo (per quanto in crescita) avevano convinto, il potenziale del portoghese però faceva pendere ancora la bilancia dalla parte del City. Poi è arrivato Andrea Pirlo e ha cambiato la Juve. Con Danilo che, un po' a sorpresa e un po' no, della sua Juve è diventato ben presto una pedina imprescindibile.
IL RIBALTONE – Per scelta e per forza, il brasiliano gioca sempre. Per forza perché la Juve si sta sempre ritrovando costretta a schierarlo, avendo fatto i conti con le assenze di De Ligt e Alex Sandro prima, Chiellini, Bonucci e Demiral poi. Per scelta perché in questo sistema fluido che lo vede agire ora da terzino ora da centrale, lui si trova a meraviglia. Sempre in campo, ma anche con un rendimento costante e di alto livello, senza rubare l'occhio ma anche senza incappare in errori. Cancellando di partita in partita il ricordo di Cancelo o quantomeno il rimpianto. Il portoghese nel City per trovare spazio ha accettato di scivolare sulla fascia sinistra, per esempio. Gioca spesso ma incanta raramente. Danilo invece in questa stagione gioca sempre e comunque, cambiando posizione perché necessario, ma guadagnandosi la fiducia di Pirlo. E ora la Juve non potrebbe essere più contenta di quello scambio. Che è servito per aiutare il bilancio. Ma che a conti fatti sta portando dividendi anche sul campo.