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Quattordici giornate al termine della stagione, sabato la partita contro la Juventus, ma a Trigoria di pensare al presente proprio non ne hanno voglia. Conta soltanto il futuro. Il presidente Pallotta ha confermato l’apparato dirigenziale e attende la firma del d.s. Sabatini sul contratto. Oggi è stato contestato, proprio a ventiquattr’ore di distanza dalla fatidica frase del number one: ‘Non prendetevela con loro, ma con me’. E se a giugno non ci sarà l’inversione di tendenza, è molto facile che le critiche arrivino anche a lui. Ci mette tanta generosità (centodieci milioni di euro), ma nessun risultato. Allora, tra qualche mese sarà tempo di un’altra rivoluzione.

Al di là di proprietà e manager, cambierà tutto. A cominciare dall’allenatore: Allegri, Di Francesco, Mancini, Pioli e Donadoni sono i nomi 'Made in Italy'. I portieri rischiano di salutare tutti e tre, soprattutto Goicoechea e Lobont. Il primo è in prestito, il secondo è in scadenza di contratto. Stekelenburg ha libertà di scelta. Se il Fulham o qualunque altra squadra paga i 5 milioni per il cartellino, può andare via. In difesa rimarranno Marquinhos, Castan, Torosidis e Balzaretti. Via Piris, probabilmente Burdisso e magari Dodò andrà a fare esperienza. A centrocampo rischiano molti. Tachtsidis, Bradley e Marquinho su tutti.

Perrotta dovrebbe dare l’addio. Totti si appresta ufficialmente ad affrontare l’ultima stagione da calciatore. Rimarrà Destro, per il quale si dovrà pagare al Genoa la cifra del riscatto. Osvaldo è in bilico da quando ha firmato, sulla sua permanenza nessuno giura. Infine, la dirigenza dovrà cercare di respingere gli attacchi per i tre big: De Rossi, Lamela e Pjanic. La Roma 3.0 ripartirà da loro. O almeno queste sono le intenzioni, Manchester City, Psg, Juventus, Barcellona e 'bilancio' permettendo.