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Sono venuto a trovare la squadra con mio fratello.

Mi fa piacere essere qui. Non voglio trascurare niente di tutto ciò che accade intorno alla Fiorentina. Leggo tutto ciò che accade alla Fiorentina.

Ho colto l’occasione di rispondere a Beha che ha scritto cose sbagliate e pesanti. Sono cose che in altro tono ho sentito in questi 6-7 mesi anche da altri. Beha ha i suoi impegni, il problema della sua assenza non c’è. Voglio chiarire delle cose su certi argomenti che in passato per vari motivi non è ho voluto affrontare.


Voglio fare un’analisi sui fatti.

E’ importante che tutti possano dire la propria idea. Firenze ha fatto dell’indipendenza intellettuale la sua bandiera per secoli.

Ci sono tante Mamma Ebe dell’informazione. Tutti i giornalisti possono dire la propria e se uno dice una cosa pro-Fiorentina è un periodo che  viene preso come uno che non fa bene il suo mestiere. Conosco tanti giornalisti, io non ho mai detto niente di non civile. In certi casi basterebbe alzare il telefono e chiarire certe cose. La libertà di stampa non va trasformata in piccoli clan.

I tifosi si sono dimostrati eccezionali, hanno supportato sempre la squadra, mi piacciono come uomini e come tifosi. Esprimono i valori della mia terra che sono simili a quelli di Firenze.  

Mi è capitato di dovere ricorrere in un caso all’avvocato.

Alle domande risponderò, anche oggi. Non temo niente, non ho niente da nascondere. Per Andrea era giusto che venissi qua a parlare. Prendere la Fiorentina è stata un’ottima idea. Oggi vi parlo da persona col cuore viola. Della Fiorentina però parla sempre Andrea.

Avere un fratello ingombrante come me non è facile, faccio i complimenti ad Andrea per come lavoro. Controlla tante aziende, ultimamente è sempre qui, in trincea. Valutatelo per quello che fa.

 

La nostra storia con la Fiorentina è questa. Domenici mi chiese anni fa se potevamo fare uno sforzo per aiutare Firenze quando era incombente il rischio di sparire. Mi stupiva che nessun fiorentino aiutasse Firenze, ma era legittimo. Siamo arrivati di corsa, in un pomeriggio piovoso abbiamo preso la società. Comprammo il niente, non c’era neanche il nome, c’era solo il titolo sportivo per giocare in C2. Siamo andati avanti, abbiamo ripreso il nome, i simboli, l’onore e i trofei. Abbiamo fatto tutto. Abbiamo giocato in stadi da C2, una cosa da film. Abbiamo ripreso il nome della società ed iniziato un percorso. Siamo passati dalla C2 alla B ed abbiamo costruito una società in fretta. Poi siamo arrivati ad oggi.

La società è costata qualche decina di milioni di euro. Non c’era più niente. Per ricostruire il settore giovanili Corvino sta ancora lavorando. Il nostro settore giovanile ha 8 anni e combatte alla grande. Abbiamo costruito una società al livello di Firenze. La abbiamo messa al riparo dal rischio di u Cecchi Gori-bis. I nostri bilanci sono tra i migliori d’Europa. Non abbiamo debito con nessuna banca. Abbiamo investito nella Fiorentina dai 150 ai 170 milioni di euro. LA Fiorentina non ce l’hanno data gratis. Le nostre società hanno bilanci certificati.

 

Il nostro buon rapporto con la città, con la tifoseria ha dato noia a qualcuno, quelli che io chiamo rosiconi. Abbiamo stretto rapporti stretti con la gente della strada, non con tutta la elite. Siamo sempre in giro per lavoro, non c’è nessuno snobbismo. Noi siamo ospiti di Firenze, stiamo qui in punta di piedi. Sarebbe stato facile chieder qualcosa in cambio per essere arrivati qui.

Una bella operazione immobiliare è stata rinunciata da parte nostra per farla fare a qualcun altro di questa città.
Abbiamo fatto il massimo per questa società.


Questa assonanza tra città e società non è piaciuta a qualcuno. A casa nostra la gestione della società la deve fare la società stessa, non qualcuno dei media.

Dicono che abbiamo preso dei terreni per fare il centro sportivo della fiorentina a prezzi stracciati. Vorrei conoscere il fesso che ce lo ha regalato! Noi abbiamo comprato dei terreni a Incisa, il più comodo per fare un centro sportivo, vicino a Firenze. L’operazione la avevamo prospettata al sindaco di Incisa che ora non c’è più: volevamo un centro sportivo gestito dalla società Fiorentina, un centro che si doveva autofinanziare. Morto il sindaco Auzzi, a causa di burocrazie regionali, non è più stato possibile costruire quello che volevamo costruire a supporto del centro sportivo. Una speculazione? Se qualcuno vuole quei terreni allo stesso prezzo che lo abbiamo pagato noi, lo ringrazio e glielo vendo subito. Non abbiamo toccato un mattone, nessuno si avvicina per comprare questi terreni.

Hanno detto che a Firenze avremmo fatto una speculazione immobiliare come la Cittadella, che saremmo stati dei furboni. Nell’era di Mamma Ebe si dice che a noi della Fiorentina non interessa niente.
La cittadella era una mia idea. Noi volevamo fare un sistema per far avere alla società delle entrate aggiuntive alle nostre per arrivare prima o poi allo scudetto, a lottare per lo scudetto. Guardate le entrate della Juve e del Milan. I diritti tv sono troppo diversi. La nostra idea era costruire qualcosa per far avere alla Fiorentina degli introiti sicuri per farla lottare con le big. Noi avremmo rischiato l’investimento, avremmo ripreso solo i soldi investiti negli anni, non prendere nulla e costruire una macchina per dare alla Fiorentina i soldi che ora non ha per diritti tv.

Avremmo dato tutto alla Fondazione.

Discutere con la politica non è facile. Ci siamo messi il cuore in pace sapendo che c’erano tempi lunghissimi, poi sono scoppiati anche problemi giudiziari. Avremmo accettato anche altri terreni nel comune di Firenze, bastava che qualcuno ce li avesse proposti. Poi comincia la bagarre. Monta la valanga. Per il nostro progetto servivano 100 ettari, ne abbiamo accettati meno. Abbiamo fatto un progetto per farvelo vedere. Siamo finiti ad un tritacarne di politica che si morde. Siamo stati usati nei dibattiti politici. Qualcuno ci voleva far spostare altrove, fuori dal comune di Firenze: la squadra si chiama Fiorentina. Alla fine sembrava quasi che la cittadella i Della Valle la volessero fare per forza lì e come volevamo noi.

Ribadisco che il discorso cittadella è completamente chiuso, lo dico ai politici, qualcuno in malafede, che continua a parlarne. L’argomento è chiuso, per sempre. Vedremo se avremo altre idee per arrivare a lottare per lo scudetto.

Eravamo un tutt’uno nella Fiorentina e poi è venuto a mancare un tassello. C’è stata una spaccatura. A Prandelli abbiamo voluto tutti bene, noi, Corvino, la città, tutti. E’ una persona che non aveva vinto nulla. Sostenuto da noi, dalla tifoseria, da tutti, ha costruito una bella cosa. Eravamo tutti orgogliosi del lavoro fatto. Quindi quando ho avuto la certezza che lui stava tentando di andare alla Juve, immaginatevi come mi sono sentito. Poi il proprietario della Juve mi ha chiamato per dirmi che Prandelli parlava con Bottega e altri per andare alla Juve e mi ha detto che per mio rispetto non lo avrebbe preso. Poi avevano altre idee per il dopo Zaccheroni. Ci sono rimasto malissimo. Se Prandelli vuole ribattere a queste cose, sono a sua disposizione. Ho dovuto trovare il modo per far fermare la macchina ed ho rilasciato quella intervista alla Gazzetta. Era un modo per far dire a Prandelli che lui non sarebbe andato alla Juventus.Invece tutti hanno fatto passare la società come un branco di presuntuosi che non riconosceva una leadership a qualcuno. La città è stata informata male da Mamma Ebe, alcuni hanno informato in malafede i tifosi. A Noi Prandelli andava benissimo, la mia intervista non era una lettera di licenziamento. Da lì è partito tutto.

Mi sono dimesso io dalla carica di patron, era un segnale ed ho detto: faccio un passo indietro, non dico come stanno le cose su Prandelli per evitare confusione. Il nostro argomento era seppellito. Poi leggo le parole di Prandelli di qualche giorno fa che dice che siamo una squadra di viziati. Io non sono un ragazzino viziato e dico che sono cose che non si possono dire. Sono cose che non si fanno, in momento così delicato non si possono dire. A Tuttosport disse che era stato vicino alla Juve. Doveva dirlo prima, a noi. Mi piaceva di più il Prandelli di Orzinuovi, ora lo capisco meno. Il primo Prandelli mi piaceva, sono orgoglioso di averlo mandato in nazionale.


Noi gli facciamo i migliori auguri per il suo lavoro. Firenze e la Fiorentina sono casa sua, a patto che si chiariscano le cose del passato. Io l’ho salvato da un errore grande e lo abbiamo fatto accasare alla nazionale. Bastave dire che Prandelli non era disponibile, io dissi ad Abete che era ok per la nazionale. La Juve sarebbe stato un errore. Abbiamo dato l’ok, Abete ha sentito Prandelli, lui ha dato l’ok e Prandelli è diventato ct.

Mi auguro che nessun altro dica ancora che la Fiorentina è una banda di ragazzini viziati come ha detto Prandelli.

Atro argomento. Dicono che in Fiorentina non c’è fiorentinità. Il sindaco di Firenze ha cercato tanti Fiorentini, ma poi è dovuto andare a cercare uno di Casette d’Ete. Noi amiamo Firenze, qui mi sento a casa. Se volete un fiorentino, fateci vedere qualcuno che abbia le spalle per reggere questo lavoro, qualcuno che possa fare davvero qualcosa per la Fiorentina. Vogliamo bene a Firenze. Sul tema fiorentinità c’è poco altro da dire.

Ho letto l’intervista che hanno fatto fare a Zeffirelli, un uomo che ama la Fiorentina, un uomo malato. Gli hanno fatto dire cose brutte, tutte le volte che Franco  mi ha chiamato ci ho parlato. Quelle parole diffamanti sono una medaglia al disonore per chi gli ha fatto l’intervista. Sempre il gruppetto Mamma Ebe, una percentuale minima di giornalisti.

Argomento Adv presidente. Andrea si è dimesso non per motivi sportivi, non per problemi coi tifosi. Si è dimesso quando i rosiconi si stavano attrezzando per costruire una macchina di dissenso. I rosiconi non hanno coraggio, mettono il veleno. Hanno costruito una macchina discreta, si sono attaccati anche ai politici avendo cose in cambio. Io non farei così. L’operazione la vedevamo montare. Ad un certo punto quando il vaso era pieno, Andrea si è dimesso. Tornerà a fare il presidente quando questo clima sarà finito. Ha fatto bene a dimettersi, non c’era più lealtà nel rapporto con certe gente. Non faccio nomi, la città di Firenze è calda e qualche tifoso si può innervosire e questo non deve succedere.Andrea è un non presidente che è sempre qui. Sono ragionamenti di lana caprina dire che non è più presidente. Andrea tornerà a fare il presidente quando il rapporto di lealtà ci sarà con tutti, tutti sanno a chi ci riferiamo. Non si rovinerà mai perchè io lo fermo prima.

Argomento Campini: saranno pronti a breve. Sarà una bella cosa. Abbiamo investito milioni di euro su una cosa che non è nostra. Poi il centro tornerà al Comune e diventerà pubblico, per i ragazzi e i disabili.
 

Non vedo più la Firenze di un tempo. Non capisco perché, qui c’è tanta cultura. Negli ultimi 30 anni ha perso tanto terreno. Bisognerebbe capire il perché.  Non farò mai politica, ma Firenze ha grandi potenzialità e vederla così mi spiace. Bisogna fare le cose.

 

Per le vicende della Fiorentina siamo sempre rimasti coi piedi per terra nei momenti di entusiasmo e non ci siamo mai buttati giù nei momenti difficili. Bisogna essere tutti uniti per i viola.

 

La gente che lavora va rispettata e supportata. Se poi tutto non funziona, con grande civiltà si prende una decisione. Da quando abbiamo la Fiorentina non ci è mai capitato di pensare a cose drammatiche. Uscendo da qui ognuno deve fare un esame di coscienza sulla buona fede. La Fiorentina resta sempre la stessa. E’ qui, noi vogliamo radicarla ancora di più a Firenze.

Non  voglio vedere la combriccolina che ride per il momento di sfiga che stiamo passando e che loro avevano predetto e magari cercato. Le mamme Ebe passano.

 
 
Non siamo contenti per come va la Fiorentina, ma la frittata si rigirerà. Le critiche ci stanno ma non per massacrare la società.
 

Il calciomercato non lo faccio io, aspetto le vostre domande.

Mutu? Quelle cose non si devono fare, mai. Aspettiamo la giustizia per capire cosa è successo. Sono cose non scusabili. Mutu è un grande giocatore ed in campo lo dovrà dimostrare ancora di più con un comportamento da uomo vero. Gli ho detto mezzora fa: "se ti comporti bene nel tuo paese puoi fare il primo ministro”. Gli ho detto di farsi rispettare in campo anche con un comportamento da uomo.

 

 

La gente allo stadio deve continuare ad andare. Abbiamo dietro di noi delle ferite tali che non è da Firenze staccarsi dalla squadra al primo venticello. Chiuderemo un bilancio con circa 30 milioni di meno. Aspetto, se c’è, qualche fiorentino che vuole darci una mano. La differenza con gli altri club è enorme. Penseremo ad altro rispetto alla cittadella, sperando che ci sia. L’argomento cittadella è chiuso, se no avremo altre idee ve lo diremo. Non stiamo in paradiso a dispetto dei santi. Se poi arriva un altro che è all’altezza della Fiorentina, sono convinto che Andrea Della Valle si farebbe da parte chiedendo di regalare un pezzetto di Fiorentina ad una fondazione di tifosi della Fiorentina. Se c’è qualcuno che porta una persona che possa portare Firenze all’altezza, lo porti. Quando si dice che i Della Valle non funzionano, qualcuno porti delle idee, oppure un gruppo di fiorentini che ci dicano che sono pronti a prendere la Fiorentina. Ci devono solo garantire che hanno i mezzi per fare una grande Fiorentina. Sarebbe una prova d’amore, non ci sono dei rosiconi che si presentino con degli assegni.

 

Noi qui siamo ospiti, lo sappiamo. Siamo attaccati a Firenze. Forse più di chi ciuccia tanto da Firenze e poi non rende nulla.

Lo stadio e basta? Quello che serve alla Fiorentina lo sanno tutti ma saremo noi a decidere. Lo stadio ti fa vedere meglio una squadra, ma non cambia gli equilibri. Noi vorremmo una cosa per poteri vincere lo scudetto. A me piace andare a Liverpool.

Noi non siamo arretrati su nulla. Noi guardiamo in faccia i problemi. I tifosi non vanno mai traditi.
 
Siamo dispiaciuti per questa situazione, non amareggiati o disgustati.
 
Che i ragazzi erano viziati Prandelli lo poteva dire in un altro momento. Di Prandelli alla Juve me lo disse il presidente della Juve. L’ho detto per giustificare le cose fatte. Me ne sono andato per non dire che Prandelli voleva andare alla Juve. Come l’avrebbe presa la tifoseria? L’ho detto ora perché Prandelli ha dato dei ragazzi viziati ai nostri giocatori.
 

Rivediamoci a Natale. A Natale faremo una valutazione, anche per agire eventualmente sul mercato. Lì valuteremo. Non mi piace essere ultimo in classifica.

Dovrete sopportarci per tantissimi anni ancora. Per nostro fortuna.

Corvino? Trovo che mai avevo visto uno così. Quando ho scelto Corvino è stato u sollievo. Per farlo parlare lo devi accendere ma è una persona seria, competente, attaccato alla Fiorentina e alla famiglia. Un ottimo gestore nei rapporti coi giocatori. Negli anni ha fatto grandi cose. Chi non commette un errore in questo mestiere. Ci ha portato a Liverpool. Ha portato Prandelli, tutti i nostri giocatori, lui ha sempre scelto tutti i giocatori, non noi. Difendiamo i nostri uomini fino alla fine.

Abbiamo fatto tanto per Firenze e per questa società.
 

Il nostro modello? Mi piace molto l’Arsenal.

Lo stadio da solo non basta a lottare per lo scudetto. La cittadella alla fondazione viola avrebbe portato anche un parco a tema sul calcio, un museo di arte moderna, fare un grande centro artigianale per far avere a chi voleva un negozio. Noi volevamo solo riprendere il nostro investimento, avremmo rischiato un miliardo di euro. Era un rischio, grande, avremmo ripreso il nostro investimento e niente ricavi. Non era una speculazione la cittadella.
 

Fare un grande aeroporto a Firenze non è stupido, ci sta. Noi facciamo un passo indietro ed accettiamo la loro valutazione. Non vogliamo essere il pallone che viene palleggiato per i tifosi dai politici.

Se vogliono fare l’aeroporto ok, ci chiamiamo fuori per far sì che i politici ora facciano quello che devono fare. Abbiamo tolto l’imbarazzo ai politici. Vorrei saper salire le gradinate da solo quando vinceremo lo Scudetto…

testo raccolto da fiorentina.it