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:Genovese e genoano come le iene Luca e Paolo, suoi ex compagni di lavoro ai tempi dei 'Cavalli marci', il comico Andrea Di Marco si è reso celebre per la sua partecipazione a programmi tv di successo come Zelig, Bulldozer, Quelli che il calcio e Mai dire Martedì. È un buon momento per la sua carriera artistica; non altrettanto per la sua squadra del cuore, che dopo un inizio difficile sta provando a ripartire con Ballardini in panchina. Calciomercato.com lo ha raggiunto telefonicamente a pochi giorni da una delle gare più importanti della stagione, in casa gialloblù…

Andrea, andiamo subito alla partita di domenica contro la Juve: non ti chiedo un pronostico, ma almeno le sensazioni che provi da tifoso genoano…
'Io sono ancora un pochino col cuore in pezzi, non ho ancora capito bene: la squadra vince ma a me viene da piangere, al pensiero che non c'è più Giampiero Gasperini in panchina. La sensazione è che ci sia ancora molto da lavorare, dal punto di vista del gioco'.

Che ne pensi del nuovo tecnico Ballardini?
'Lui è una persona molto seria. È entrato bene, con le molle, in un ambiente non facile, sostituendo un allenatore che era lì da cinque anni. Ha bussato prima di entrare, non ha sfondato la porta. Per cui bene, da questo punto di vista. Poi vediamo…'.

Nella squadra di quest'anno chi è il tuo beniamino e qual è invece il giocatore che fino ad ora ti ha deluso di più?
'Il beniamino è Milanetto… noi qui lo chiamiamo Divanetto. Uno che nonostante gli anni ha sempre tante risorse. Mi aspettavo qualcosina di più forse da Toni, anche se non credo sia un problema suo ma dei giocatori che gli stanno intorno'.

In questi giorni c'è stata una polemica a distanza tra Preziosi e Marotta: quest'ultimo è stato accusato di voler 'influenzare' l'arbitro di domenica con le sue dichiarazioni dopo il pareggio con la Roma. Hai paura della possibile sudditanza psicologica a favore della Juve?
'Quello è ovvio, ça va sans dire. E' nella costituzione di una partita contro al Juve o contro una qualsiasi altra blasonata, è da mettere in conto. Però ormai siamo lì: meglio giocarsela contro la Juve e avere qualcosa da recriminare, che giocarsela con l'Albinoleffe, come facevamo qualche anno fa, e non avere niente da recriminare. Con tutto il rispetto per l'Albinoleffe eh…'.

Un tuo personaggio di successo è Don Giorgione, parroco un po' sui generis. Cosa ne penserebbe lui di un argomento che sta facendo molto discutere in questo periodo, ovvero l'applicazione della prova tv per le bestemmie dei giocatori in campo?
'Io non sono tanto d'accordo con questa cosa. Altrimenti va a finire che mettono la prova tv pure nel confessionale, nella canonica… E a me ogni tanto qualche cosina scappa anche se sono un sacerdote, la vita è vita… Questo direbbe lui'.

Tu sei celebre anche per aver imitato Povia, che in un brano si è paragonato ad un 'centravanti di mestiere'. Se anche tu dovessi scegliere un ruolo calcistico, che sia un po' una metafora di ciò che sei nella vita, quale sceglieresti?
'Io sono un centrocampista. Sono che un po' difende e poi cerca di attaccare, ma non ho la vocazione per l'attacco e basta…'.