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Conquistare la maglia della Nazionale a 29 anni, vivere da protagonista una fase finale di un Europeo. La favola dell'Italia è anche quella di Alessandro Diamanti, centrocampista classe 1983, autore del rigore decisivo contro l'Inghilterra che ha regalato agli Azzurri la semifinale e l'ennesima sfida contro la Germania. Il penalty di Kiev è stato il momento più alto di una carriera da bohemien, condizionata da una testa da casinista e dalla lingua lunga,  ma salvata da un talento cristallino.

Qualità da giocare di prima fascia, tutti ora vogliono Diamanti. I tifosi, che chiedono a Prandelli di schierarlo titolare contro la Germania, e i grandi club, italiani e non, che vogliono strapparlo al Bologna, proprietario del suo cartellino. Davanti al Dall'Ara c'è la fila: Fiorentina, Udinese, Parma, Milan,  Zenit San Pietroburgo e Sampdoria. Per ora tutti hanno trovato la porta chiusa. “Abbiamo riscattato un vero ‘Diamante’, ci tenevamo tanto. Siamo molto soddisfatti di essere riusciti a riscattare Diamanti anche alle buste - ha detto il presidente del Bologna Albano Guaraldi a Sky Sport 24 - Il giocatore ha fatto molto per il Bologna lo scorso anno e fara’ molto anche il prossimo anno. Resta per sempre? Con la fatica fatta per averlo posso dire che sicuramente restera’ a Bologna per il prossimo campionato”.  Un'offerta da 10 milioni di euro potrebbe fargli cambiare idea.