Una sola vittoria in 16 partite stagionali (17 se consideriamo anche la Supercoppa persa contro il PSG ad inizio agosto), penultimo posto in Ligue 1 e ultimo posto nel girone di Champions League. La crisi del Monaco è nera, a tratti nerissima. A nulla sembra essere servito l'esonero del portoghese Jardim, rimpiazzato da un Thierry Henry che ha scelto forse la piazza e il momento più difficili in assoluto per dare avvio alla propria carriera da allenatore. A rincarare la dose, poche ore fa, la notizia del fermo imposto al proprietario del club, Dmitrij Rybolovlev, reo - si legge - di aver influenzato i giudici in una causa legale in cui era coinvolto. Un periodo terribile dentro e fuori dal campo che somma danni e beffe e che non sembra prossimo alla fine.

DAL TITOLO ALLA DEBACLE - Lo 0-4 a domicilio di ieri sera nella sfida europea contro il Bruges ha rappresentato il punto più basso toccato dal club del Principato in questa stagione e nella sua storia recente. Un'emorragia di risultati sorprendente per una squadra che solo due anni fa si laureava campione di Francia e sfiorava la finale di Champions League. Nonostante il secondo posto dello scorso anno, i biancorossi non sembrano aver ammortizzato del tutto gli addii dei trascinatori di quell'annata gloriosa. Le partenze nelle ultime stagioni di giocatori come Mbappè, Fabinho, Bernardo Silva e Bakayoko (lontano fratello di quello ammirabile oggi) hanno portato nelle casse dei biancorossi centinaia di milioni di euro, ma al tempo stesso hanno costretto il club ad una rifondazione tecnico-tattica quasi totale.
FUGA DI TALENTI - Pur avendo perso pedine fondamentali la squadra monegasca è tutt'altro che priva di giovani talenti e interessanti prospetti. Basti pensare al russo Aleksandr Golovin, arrivato in estate dopo l'ottimo mondiale disputato con la propria nazionale e che ha preferito la Costa Azzurra alle fredde Torino e Londra, mettendo da parte i corteggiamenti di Juventus e Chelsea. Scelta di cui forse ora si starà pentendo, chissà, anche il suo collega di reparto Youri Tielemans. Il 21enne belga - da tempo nei radar di molti top club europei - era approdato in Ligue 1 nel 2017, ma l'annata nera potrebbe spingerlo a rivalutare il proprio futuro. Anche in Serie A guardano con interesse. Se la riscossa sul campo tardasse ad arrivare, al Monaco servirà più di uno sforzo per blindarli nelle prossime finestre di mercato.

PETITE ITALIE - Un futuro che non promette molto di buono anche per la piccola colonia italiana di stanza nel Principato. Antonio Barreca e Pietro Pellegri avevano sposato il progetto monegasco con ben altre aspettative. Sette presenze in campionato quest'anno per il primo e solamente tre per il secondo (frenato anche dagli infortuni), con un gol messo a segno contro il Bordeaux. La voglia di calcare il campo con continuità e di giocarsi le proprie chances per una maglia in una Nazionale in piena rifondazione rischia di portarli presto verso nuovi lidi. A gennaio molti occhi saranno ben aperti.