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Dimenticata la scorsa stagione, dimenticati i fasti dell'estate: il Milan è tornato con i piedi per terra, l'ultima sconfitta casalinga con la Juventus (la quinta in undici partite di Serie A) ha compromesso ulteriormente la rincorsa verso un posto in Champions League. Non solo, uno degli effetti di questo avvio di campionato è stato il 'ridimensionamento' di chi l'anno passato aveva fatto spesso e volentieri la differenza mentre ora non riesce più ad essere incisivo: è il caso di Gianluigi Donnarumma, che in questa Serie ha mantenuto la propria porta inviolata solo tre volte (Crotone, Spal, Genoa).

'NORMALIZZATO' - Sia chiaro: dire che il classe '99 sia il colpevole dei tanti gol incassati (19 tra campionato ed Europa League) non sarebbe corretto, visto che di responsabilità oggettiva o errore si può parlare probabilmente solo per il raddoppio di Florenzi in Roma-Milan (il tiro di Nainggolan viene respinto centrale, facile per l'esterno giallorosso ribadire in rete): palloni all'angolino e imprecisioni della difesa, come in occasione delle due perle di Higuain per un portiere normale c'è poco da fare. Donnarumma però non è un portiere normale, non lo è più dalla scorsa stagione e dalle prodezze che hanno attirato tutte le big: ancora negli occhi dei tifosi il prodigioso intervento su Khedira nel 2016, quelli su Higuain in Supercoppa (dove para anche un rigore a Dybala), o le parate su Maccarone e il Papu Gomez. Tante giocate straordinarie e decisive ai fini del risultato, statistiche che vanno in totale contrasto con quelle attuali: andata e ritorno contro il Craiova nei preliminari di Europa League, una buona uscita su Bastos e la deviazione sulla traversa contro il Craiova, per il resto ha parato 'solo' quello che era umanamente possibile. Da lui il Milan e i tifosi però si aspettano di più, si aspettano quei cosiddetti 'miracoli' non richiesti ma che i grandi portieri sanno tirare fuori al momento giusto, si veda l'uscita di Buffon su Kalinic per salvare il momentaneo 0-1 della Juve a San Siro.

PRESSIONI - Non solo le giocate a cui ha abituato, ad aumentare le aspettative su Gigio ci hanno pensato anche un'estate bollente e il rinnovo faraonico al termine di una lunga e turbolenta trattativa tra il suo procuratore Mino Raiola e il duo Fassone-Mirabelli. Sei milioni di euro netti a stagione per Donnarumma, stipendio che a soli 18 anni lo ha reso già grande a tutti gli effetti: secondo più pagato in rosa dopo Bonucci, quarto in Serie A dietro anche a Dybala e Higuain (parimerito con Douglas Costa), inevitabilmente la pressione è aumentata e con sè sono mutati anche i giudizi da parte di tifosi e addetti ai lavori; non sul suo potenziale ovviamente, ma sulle sue prestazioni da portiere, appunto, normale. A Montella in questo avvio di stagione è mancato anche quel top player che con tecnica, esplosività e un pizzico di spregiudicatezza e fortuna toglieva spesso e volentieri le castagne dal fuoco mascherando anche i limiti di una difesa non sempre impeccabile. Ora il Milan spera, anzi, si aspetta un bis: Donnarumma è diventato grande, ai rossoneri servono i suoi colpi migliori per poter tornare in alto e scongiurare il pericolo di una cessione al termine della stagione, ipotesi alla quale Fassone non ha mai chiuso del tutto.

@Albri_Fede90