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Un inserimento profondo dalla destra fin dentro l’area di rigore. E lì, di testa, Denzel Dumfries ha segnato il quarto gol nella partita che l’Olanda ha vinto 6-0 contro Gibilterra. Una gara, l’ennesima, in cui l’esterno di proprietà dell’Inter è stato protagonista in positivo con la sua Nazionale. Titolare, 90 minuti in campo e la fiducia totale del c.t. Van Gaal. Un rendimento elevato su entrambi i lati del campo che in nerazzurro ancora non si è visto.


INCERTO - In questa prima fase della stagione il classe ’96 ha mostrato sprazzi di buon calcio, corsa e abilità nel creare occasioni per i compagni. Non è solo veloce Denzel (chiamato così perché i genitori erano grandi fan dell’attore Denzel Washington), ha anche un piede educatissimo che gli permette di regalare assist così come gol (difatti in carriera ha sempre segnato tanto). Insomma, ha dimostrato di poter essere importante nella costruzione d’attacco dell’Inter. Ma Inzaghi ancora non si fida della sua tenuta difensiva. Tanto è vero che, ad oggi, lo ha schierato titolare in campionato solo in due partite su sette, contro Bologna e Sassuolo.

COME HAKIMI - Ma dietro, in marcatura e nelle diagonali, Dumfries non dà ancora le garanzie necessarie. Per questo spesso gli è stato preferito Darmian. Ma l’Inter che riprende la sua marcia in campionato e Champions ha bisogno della miglior versione dell’ex terzino del Psv. Antonio Conte lo scorso anno gestì Hakimi nelle prime settimane in nerazzurro. Dosandolo e istruendolo in meccanismi difensivi che inizialmente, anche per il marocchino, non erano perfetti. Arrivando poi ad avere l’esterno perfetto. Inzaghi, che più volte lo ha definito "in crescita", sta facendo lo stesso lavoro con Dumfries. Che è ancora giovanissimo (ha 25 anni) e ha qualità importanti. L’Inter lo sa e per questo ha puntato su di lui per dimenticare Hakimi, ma ora vuole vederlo al meglio. Come quando indossa la maglia arancione dell’Olanda.