Troppo facile per il Milan, che si sbarazza di un mini-Chievo con un altro 3-1, come giovedì scorso contro l’Olympiacos. E così in una settimana, dopo il 4-1 sul campo del Sassuolo, sono 10 i gol dei rossoneri. Ma attenzione perché anche stavolta, come è sempre successo anche nelle precedenti sei gare di campionato, Donnarumma non esce imbattuto, per colpa delle eccessive distrazioni del reparto arretrato in particolare e di tutta la squadra in generale.

Intanto, però, il Milan infila la terza vittoria consecutiva, tra campionato e coppa, facendo un altro passo avanti in classifica senza soffrire, grazie alla grandissima prova di Suso che esalta le qualità realizzative di Higuain. E’ lui, infatti, l’apriscatole del Chievo, con la doppietta iniziale che lo porta a quota 4 gol in campionato. E allora ribattezziamolo Cristiano Higuain, perché nel Milan conta quanto Ronaldo nella Juventus e guarda caso ha già segnato il suo stesso numero di reti. E’ lui la ciliegina sulla torta di una squadra che si esalta con il gioco degli esterni, perché anche Bonaventura entra nel tabellino dei marcatori, prima delle classica rete della bandiera firmata da Pellissier, unico acuto di un Chievo troppo piccolo per questo Milan, lanciato verso il derby alla ripresa del campionato.

La prima volta in questa stagione senza l’infortunato Romagnoli promuove Abate capitano sulla destra, con il ritorno di Musacchio, a riposo in Europa League, al fianco di Zapata, fermo restando Rodriguez a sinistra. Confermatissimi, invece, gli altri titolari nel consueto 4-3-3 in cui Biglia detta i tempi in mezzo al campo tra Kessie e Bonaventura, alle spalle del tridente Suso- Higuain-Calhanoglu. Il Chievo, ancora senza vittorie in campionato, come il Frosinone, si illude di spaventare il Milan rilanciando a sorpresa Pellissier come seconda punta al fianco di Stepinski, con l’ex rossonero Birsa alle loro spalle come trequartista, ma come sempre la differenza la fanno i giocatori e non i moduli. E così basta poco per capire perché il Chievo è ancora sottozero in classifica, a meno 1, causa la penalizzazione iniziale di meno 3, mentre il Milan è in piena fase di rilancio dopo il 4-1 sul campo del Sassuolo. Passano appena 4’, infatti, e soltanto i grandi riflessi di Sorrentino negano il gol del vantaggio a Kessie, dopo un primo tentativo di Bonaventura fuori di poco. L’impressione è quella di un tiro al bersaglio, anche perché i quattro difensori del Chievo, Depaoli, Rossettini, Bani e Barba concedono troppi spazi agli scatenati Suso e Bonaventura, bravi a liberarsi sulle fasce. Non a caso è ancora Bonaventura a sfiorare il gol con un gran destro, deviato dal solito Sorrentino. Ma è questione di poco, perché al 27’ matura finalmente il frutto della schiacciante superiorità rossonera. Per la verità c’è l’aiutino di Bani che interviene malamente di testa, anticipando l’uscita di Sorrentino e così favorisce il cross di Suso sul quale si avventa Higuain, pronto a firmare l’1-0. E dopo altri 7’ ecco il raddoppio, con gli stessi protagonisti e un’unica leggera differenza, perché stavolta Suso è in posizione centrale alle spalle di Higuain che controlla il pallone in arrivo e di destro realizza il 2-0, con la sua rima doppietta rossonera.

Il rischio di guastare un pomeriggio di festa, affiorato alla fine del primo tempo quando il Chievo si avvicina pericolosamente a Donnarumma, sparisce all’inizio della ripresa, dopo 11 minuti, perché Bonaventura riesce a trovare la meritata soddisfazione personale con la rete del 3-0, un gran sinistro da fuori area leggermente deviato da Rossettini. Nemmeno stavolta, però, il Milan riesce a mantenere la propria porta inviolata perché il calo di tensione gioca brutti scherzi. Kessie, con un retropassaggio inutile e controproducente come quello di Biglia a Empoli, libera uno spazio per Pellissier, che D’Anna stava già sostituendo, e il trentanovenne attaccante infila in corsa Donnarumma. Dal 3-0 al 3-1 cambia poco, ma rimane la macchia delle distrazioni e delle lacune dei rossoneri in fase difensiva. Gli inserimenti di Pucciarelli, Kiyine e Jaroszynski, rispettivamente al posto di Pellissier, Rigoni e Leris non alzano il livello tecnico del Chievo. L’innesto di Cutrone che rileva l’applauditissimo Bonaventura per affiancare Higuain, ammonito per proteste, serve invece per verificare l’alternativa del Milan a due punte. Ma ormai la partita è chiusa e le staffette Laxalt-Rodriguez e Castillejo-Suso sono soltanto aggiunte al tabellino di una partita che in fondo non è mai incominciata.






IL TABELLINO

Milan-Chievo Verona 3-1 ( 2-0 primo tempo)
 
Marcatori: 28', 35' pt Higuain (Mi), 11' st Bonaventura (Mi), 18' st Pellissier (Chi)
 
Assist: 28', 35' pt Suso (Mi), 18' st Leris (Chi)
 
MILAN (4-3-3): Donnarumma; Abate, Musacchio, Zapata, Rodríguez (Dal 41' st Laxalt); Kessie, Biglia, Bonaventura (Dal 31' st Cutrone); Suso (Dal 44' st Castillejo=, Higuain, Çalhanoglu. A disp.: Reina, A. Donnarumma, Calabria, Mauri, Castillejo, Borini, Bakayoko, Bertolacci, Simic, Cutrone, Halilovic, Laxalt. All. Gattuso
 
CHIEVO (4-4-2): Sorrentino; De Paoli, Bani, Rossettini, Barba; Birsa, Rigoni (Dal 24' st Kiyine), Radovanovic, Leris (dal 32' st Jaroszynski); Pellissier (dal 22' st Pucciarelli), Stepinski. A disp.: Semper, Seculin, Tanasijevic, Pucciarelli, Cesar, Kiyine, Burruchaga, Grubac, Jaroszynski, Vignato, Hetemaj, Meggiorini. All. D'Anna
 
Ammoniti: 16' st Barba (Chi), 23' st Higuain (Mi)
 
Arbitro: Calvarese di Teramo