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Se leggi Pacheco pensi ad Antonio Pacheco, attaccante-meteora dell'Inter del 2001. Presentato come un campione da Paco Casal, con i nerazzurri ha giocato solo una partita, senza lasciare il segno. Ma il Pacheco in questione è Dani, talento del Liverpool e dell'under 19 spagnola. Una sua doppietta contro il Portogallo ha regalato alla Spagna un posto in semifinale e la qualificazione al Mondiale under 20, in programma il prossimo anno in Colombia.

La storia di Pacheco è molto simile a quella dei vari Fabregas, Piqué o Merida, potenziali crack spagnoli strappati dai club inglesi a suon di sterline e promesse. Nato a Malaga, in Andalusia, a 12 anni si è trasferito a Barcellona (lui che è tifoso del Real Madrid) per giocare a La Masia, sede della cantera blaugrana. Come i vari Messi e Bojan, Pacheco nelle giovanili del Barcellona faceva rima con gol. Nel 2007, dopo una tripletta nel derby vinto 4-1 contro l'Espanyol, si presentò Eduardo Marcia, il capo degli osservatori del Liverpool con in mano un contratto da professionista e la possibilità di giocare nel club più titolato d'Inghilterra. "Il Barcellona mi faceva solo promesse, senza passare ai fatti. Il Liverpool mi ha voluto con forza per questo ho scelto di andare via. Barcellona mi piace molto, lì ho conosciuto la mia ragazza, ma ho fatto la scelta giusta". Una nuova sfida, un addio doloroso, anche per il tecnico delle Juvenil B Garcia Pimienta che nel luglio 2007 commentò così la partenza di Pacheco: "E' una grande perdita per il club, la scorsa stagione ha segnato 30 gol, era uno dei migliori giocatori della cantera, sarà una perdita importante".

Anche nel Merseyside Pacheco non ha smesso di segnare. Tanto che i compagni lo hanno soprannominato The Killer, l'assassino. Numeri da centravanti vero, nonostante sia un giocatore a cui piace giocare soprattutto tra le linee. Non è un centrocampista, non è un attaccante, ma un trequartista o un esterno alto, ruolo che ricopre con la Spagna under 19. "I miei modelli sono Ronaldo (il brasiliano ndr) e Zidane. Vorrei essere un pò di loro due". Di strada ne deve fare molta, ma il talento, che gli ha permesso di superare brillantemente i limiti fisici (è alto solo 168 cm), di certo non manca. Grandi qualità che gli hanno regalato l'esordio sia in Premier League contro il Wolverhampton, sia in Champions League contro la Fiorentina. Un Europeo da protagonista, con una Spagna che sembra una macchina da guerra imbattibile (occhio anche ai blaugrana Bartra, Thiago Alcantara e Oriol Romeu, oltre che a Muniain dell'Athletic Bilbao e al madridista Rodri, nuovo obiettivo di mercato del Bologna), potrebbe aprirgli le porte della prima squadra. Hodgson lo sta seguendo con attenzione. E Pacheco ha ancora voglia di stupire.