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Un'estate di grandi botti, la Premier League è il campionato-principe del mercato. Lo scettro va a due londinesi, Chelsea e Tottenham. Alla corte di Mourinho sono sbarcati Schurrle, Willian, Eto'o e van Ginkel, più Atsu e Cuevas, girati subito in prestito. Hanno fatto meglio gli Spurs, che con i soldi di Bale, ceduto al Real Madrid, hanno portato nel nord di Londra Lamela, Paulinho, Eriksen, Capoue, Chiriches, Chadli e Soldado. Campagna acquisti corposa anche per il Liverpool che ha chiuso gli arrivi di Kolo Touré, Ilori, Sakho, Cissokho, Aspas, Luis Alberto e Mignolet, discorso valido anche il Manchester City, che oltre a Fernandinho e Jovetic ha fatto un mercato "spagnolo" con Negredo, Demichelis e Jesus Navas.

Hanno deluso le aspettative Manchester United e Arsenal: i Red Devils sono riusciti a trattenere Rooney, ma a parte l'acquisto in extremis di Fellaini hanno ricevuto secchi no da Ander Herrera, De Rossi, Fabregas e Ozil. Il tedesco, con 45 milioni più bonus, è stato l'acquisto più costoso dell'Arsenal, che si è rinforzata anche con gli arrivi low cost di Viviano, Flamini (a zero) e Sanogo, bomber dell'under 20 francese.

Non hanno badato a spese, neanche le piccole o le neopromosse. Il Cardiff City ha preso l'enfant prodige Cornelius e il mastino del Siviglia Medel, il Southampton, ha speso 15 milioni di sterline per l'attaccante della Roma Osvaldo. Sterline, tante sterline spese dal Norwich per Ricky van Wolfswinkel, dallo Stoke City per Arnautovic, dal Sunderland per Giaccherini e Altidore. Rinforzi giusti per il Fulham, con Stekelenbug, Amorebieta e Taarabt, e per l'Everton con McCarthy e Koné del Wigan più i prestiti di Barry dal Manchester City e Lukaku dal Chelsea.

 

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