Il direttore generale della Figc, Michele Uva, ha parlato a Radio Anch'Io Sport, a partire dal caso plusvalenze denunciato da Calciomercato.com: "Quel che è sotto indagine dalla Procura non può essere giudicato o commentato dal sottoscritto, ci sono stati casi di club coinvolti da analisi per questi percorsi e mi pare che non si sia arrivati a sentenze negative. I conti dei club italiani stanno migliorando, sono preoccupato dall'aumento delle plusvalenze. Può dipendere, però, da vari fattori: i club stanno cambiando profilo da società di business-entertainment a club che fanno trading sui giocatori. Ci sono società che investono sui settore giovanili, che li formano a zero dal punto di vista bilancistico e li vendono. Non è un fattore preoccupante o un dato negativo, la Procura vedrà se ci saranno violazioni dei regolamenti sportivi".

SULLA NAZIONALE - "Mancini ha un contratto di quattro anni, con uscita dopo due in caso di mancata qualificazione all'Europeo che nessuno si augura accada. Quello che stiamo vivendo oggi è quanto seminato in passato, purtroppo nello sport raccogli dopo almeno sei anni quanto viene programmato".
SUI GIOVANI - "I giovani stanno arrivando, bisogna avere stabilità sia nel settore giovanile che in Nazionale. Questo grazie anche ai club che sono tornati ad investire sui giovani. L'attenzione su giovani c'è, ma dobbiamo rispettare le regole comunitarie sulla libera circolazione dei lavoratori. Stiamo lavorando sulle seconde squadre in Lega Pro, ci sono investimenti come ad esempio con i centri federali".

SUL MILAN - "La Figc non ha difeso il Milan? La Federazione non può fare nulla, a maggior ragione il vicepresidente dell'Uefa. Se richiesto, si può dare una mano sotto l'aspetto tecnico, ma non da un punto di vista politico. Il Milan ha la possibilità di presentare le proprie ragioni al Tas, visto che l'Uefa non ha considerato il loro un percorso virtuoso. Noi non abbiamo neanche visto i documenti, le regole sono chiare: Roma e Inter non erano adempienti, l'Uefa ha dato loro un percorso e lo stanno facendo. Anche il Milan conosceva le regole, che nel prossimo anno saranno ancora più rigide".