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Tra la Fiorentina e Giancarlo Antognoni è ormai guerra aperta e la brusca interruzione del rapporto tra l'ex capitano e dirigente e i vertici societari potrebbe avere strascichi di natura legale. Secondo quanto riferisce il portale firenzeviola.it, entrata in possesso di un documento ufficiale, Antognoni ha deciso di impugnare la conclusione della collaborazione col club di Commisso - comunicata ufficialmente in data 16 luglio - e alcuni passaggi dell'ultimo contratto da lui sottoscritto.

Antognoni si è rivolto ad uno studio legale di fiducia per affrontare la questione e ha sollevato le proprie obiezioni su diversi punti, a partire dal presunto mancato versamento della liquidazione alla conclusione del rapporto con la Fiorentina. Il passaggio del documento inviato ai legali della società, in cui si affronta questo argomento, fa riferimento alle parole del 9 luglio scorso del vicepresidente Joe Barone "che del tutto inaspettatamente ed altrettanto immotivatamente gli ha comunicato non solo la volontà della società di non rinnovare il contratto in essere (denominato "Contratto di direzione sportiva con funzione di technical manager e club manager ex art. 2 della L.91/81 in regime di subordinazione") ma anche che, a prescindere dal fatto che fossero state raggiunte tutte le condizioni per l'erogazione, quello che è definito "compenso variabile" ai sensi dell'art.4 di detto contratto" non sarebbe stato erogato nella sua interezza, ma in entità assai inferiore".
A Barone viene inoltre contestato di aver fatto presente che ad Antognoni fosse stato prospettato un ruolo di massimo responsabile dello scouting per il settore giovanile e di aver dichiarato alla stampa che "il rapporto era cessato per volontà esclusiva di Giancarlo Antognoni, che così facendo aveva tradito la città e la tifoseria fiorentina tutta". Fatto che "viene decisamente contestato in quanto non corrispondente al vero e costituisce recesso illegittimo e gravemente ingiurioso della figura di un campione del mondo".

La lettera dei legali di Antognoni, che si riservano il diritto di contestare la validità dell'ultimo contratto sottoscritto il 6 luglio 2020 - con scadenza al 30 giugno 2021 - si conclude con un passaggio durissimo: "Si rileva la nullità dell'art. 5 che ha previsto lo sfruttamento esclusivo ed intensivo dell'immagine, come ben noto a tutti di rilevantissimo valore, del campione, senza un adeguato (e conseguentemente altrettanto rilevantissimo) specifico ed "equo" compenso. Ciò anche alla luce degli enormi benefici tratti dalla società nell'ultima campagna abbonamenti. Pertanto, si impugna il recesso avuto in data 09/07/2021" e comunque "il termine 30/06/2021 in quanto illegittimo ed inefficace". Di conseguenza la lettera, recapitata via email alla Fiorentina, "vale quale formale messa in mora per i compensi maturati e maturandi, con espressione ruserva di quantificarli, e quale richiesta di risarcimento danni per il recesso ingiurioso nonché per l'equo compenso quale corrispettivo per lo sfruttamento commerciale dell'immagine".