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Il pareggio contro la Juventus ha certificato per la Fiorentina l'anonimato di un campionato che nelle ultime cinque giornate dovrà servire al tecnico Sinisa Mihajlovic solo per non finire male il torneo, come accaduto la scorsa stagione. 'La Fiorentina sta attraversando un momento assai difficile, mi aspettavo qualcosa di più, ma fermandosi Gilardino, che ha sempre risolto i problemi ovunque ha giocato, tutto è diventato più difficile - ha dichiarato, ospite di Radio Toscana, l'ex direttore sportivo gigliato Oreste Cinquini -. Mi colpisce l'apatia della tifoseria, che è asettica e rassegnata, anche se quest'ultimo è un aggettivo bruttissimo da dire. I giocatori sentono che la tifoseria non è viva, e la squadra agisce di conseguenza. I tifosi sono i meno responsabili perché spendono per seguire la Fiorentina e sono le persone più colpite da questa situazione. La squadra è ad un bivio: la perdita di Montolivo è importante, Gilardino mi auguro che rimanga perché trovare sul mercato un giocatore da doppia cifra è difficile, e in più c'è il problema portiere: insomma, i programmi della Fiorentina non mi sembrano chiari'.

'L'ipotesi che i Della Valle cedano la società mi pare remota, primo perché è difficile vendere un club in quanto acquirenti interessati non mi pare ce ne siano, e soprattutto perché ci troviamo ad aprile, quando già si progetta la prossima stagione - ha aggiunto il 63enne viareggino -. Diciamo che si è chiuso un ciclo, ci può essere un ricambio tecnico, e fatta un'analisi delle difficoltà incontrate e capito il fallimento di alcuni acquisti estivi, come D'Agostino che secondo me era incompatibile tatticamente con Montolivo, cambiare pelle in maniera radicale. Davanti alla rivoluzione tecnica che si profila, bisogna vedere il valore dei nuovi innesti ed i nuovi progetti'.