Il mondo di Fiorentina e Frosinone è a testa in giù: ribaltato. I viola, ambiziosi e un po’ presuntuosi, non vincono più: l’ultimo successo risale al 30 settembre, dopo di allora sono arrivati una sconfitta (con la Lazio) e addirittura quattro pareggi consecutivi per 1-1, l’ultimo appunto ieri. I laziali, che parevano destinati a B sicura, sono invece diventati imbattibili: dopo avere conquistato un punto nelle prime otto giornate, se ne sono presi sei (tre pari e una vittoria) nelle ultime quattro gare, roba da salvezza serena. Un plauso al presidente Stirpe, che ha resistito alla tentazione di cacciare Longo dopo tanti insuccessi.

 

La differenza l’hanno fatta i centravanti. Il titolare della Fiorentina, Simeone, in 87 minuti ha calciato una volta in porta, al 14’, e male. Del resto se non segna da cinquanta giorni - il 19 settembre con la Samp - un motivo ci dovrà pur essere; di sicuro i viola non possono sperare di andare in Europa senza un attaccante che la metta dentro. Alla riserva del Frosinone, al contrario, è stata sufficiente mezz’ora scarsa per rimettere in piedi la partita: Pinamonti, ragazzone cresciuto nell’Inter, all’89’ ha sparato un bolide all’incrocio dei pali, consegnando ai suoi un 1-1 che sembrava impossibile, anche perché nella ripresa la squadra di Pioli aveva controllato il risultato senza ansie.

 

Il Frosinone nel primo tempo ha resistito piuttosto agevolmente alla Fiorentina, che fino alla mezz’ora non ha costruito pressoché nulla se non l’occasione buttata dallo sprecone Simeone. Longo aveva eretto una muraglia e l'aveva rafforzata sulle fasce, sapendo che i viola hanno qualità soprattutto in quelle zone con Pjaca e Chiesa: Beghetto tamponava a sinistra con l’aiuto di Capuano, Zampano sull’altro lato sostenuto da Goldaniga. Pioli ha chiesto continuamente ai suoi di allargare il gioco quanto più possibile, senza esiti così favorevoli.

 

Così le occasioni per la Fiorentina sono arrivate solo negli ultimi dieci minuti del primo tempo: un tiro-cross di Pjaca intercettato da Sportiello (bravissimo), un… autopalo di Beghetto su traversone di Biraghi (ma il gialloblù è stato spinto da Pjaca stesso, il gol sarebbe stato irregolare), un tiro di Benassi che ha sfiorato il palo.

 

Il Frosinone si è invece esaltato nei calci piazzati: si vede che Longo ci ha lavorato, e bene. Vloet è andato addirittura in gol su azione d’angolo, sfruttando un cross rasoterra verso il limite dell’area: l’olandese si è smarcato scappando lontano dalla porta e con il destro l’ha messa dentro, ma l’arbitro aveva già fischiato un fallo in attacco. E Capuano ha sfiorato il palo con un colpo di testa, dopo un’altra azione nient’affatto casuale con lancio proveniente dalla trequarti viola e torre di un compagno.

 

Questo equilibrio è crollato non appena si è aperta la ripresa, perché un cross di Chiesa - alla sua prima azione davvero pericolosa - è stato spedito in porta sottomisura da Benassi, il quale è sembrato quasi in imbarazzo per la modalità della deviazione: un… colpo di spalla piuttosto casuale.

Per il centrocampista è comunque il quinto gol del campionato: un'enormità.

 

La partita è sembrata finire lì, perché la Fiorentina non ha mai rischiato e dava l’impressione di poter raddoppiare da un momento all’altro. Ma ha sprecato troppo e, nel momento in cui Longo ha aggiunto un centrocampista, ha cominciato a soffrire un po’ là in mezzo. Finché, quando la gara stava per esaurirsi, è sbucato dal nulla Pinamonti. Il quale ha segnato il secondo gol negli ultimi due incontri giocati, per complessivi trenta minuti. Altro che Simeone.


@steagresti