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Al netto di un mercato invernale sempre difficile, la Fiorentina nel mese di gennaio ha impostato una serie di operazioni che potrebbero rivelarsi incisive, dal punto di vista tecnico-tattico, soprattutto nella prossima stagione. La più importante ha visto l'acquisizione di uno dei pochi talenti italiani rimasti nel calcio continentale, quel Giuseppe Rossi che, rifiutato dai top club nostrani, aveva dovuto emigrare prima in Inghilterra e poi in Spagna per avere continuità di impiego e poi successo. Pepito, secondo i piani della società, dovrebbe far coppia l'anno prossimo con Stevan Jovetic. Quest'ultimo però è fortemente attratto dal progetto Juventus, e il suo procuratore, che ha fatto affari con il club bianconero nel mese passato - leggi alla voce Pepic, per la squadra Primavera -, spinge proprio per portare il suo assistito alla corte degli Agnelli. Jovetic o non Jovetic, però, la Fiorentina ha bisogno di un attaccante da 15-20 gol a stagione: un giocatore che le manca da oltre un anno, più o meno dal momento della cessione di Alberto Gilardino, cui - disse l'allora tecnico gigliato Delio Rossi - 'si era spenta la luce'.

La beffa Berbatov ha lasciato strascichi importanti non solo nei rapporti tra Juventus e Fiorentina, ma soprattutto un 'buco' nella rosa viola. Infatti manca, e mancherà fino a fine stagione, una prima punta agile, di quelle che a Montella piacciono tanto, e che hanno fatto la sua fortuna a Catania (vedi Barrientos e Bergessio). Ecco perché nelle trattative autunnali si era cercato uno come Mattia Destro o come Pablo Daniel Osvaldo, ma sono stati sondati elementi anche come Denis e Pinilla, o Negredo e Aubameyang. Quest'ultimi due rimangono nomi caldi anche per la prossima estate, ma Daniele Pradè ed Eduardo Macia (soprattutto quest'ultimo) hanno un'idea ben precisa, o meglio un sogno: Fernando Torres. Macia ne ha già sondato la disponibilità attraverso il suo procuratore, non ricevendo un rifiutato. Tutt'altro. 

Il classe '84 di Fuenlabrada vede la sua avventura al Chelsea chiusa già da tempo. A rivitalizzarlo, parzialmente, ci hanno provato prima Roberto Di Matteo, tecnico che gli ha permesso di vincere la Champions League (seppur da comprimario di Drogba), e poi il suo maestro nei Reds, Rafa Benitez, bocciato però dai tifosi e poi dai recenti risultati in Premier League. Pradè e Macia, con le operazioni Borja Valero, Pizarro e Aquilani, hanno già dimostrato la scorsa estate di saper rendere possibili trattative che sulla carta difficilmente lo sono. L'ingaggio di Torres, che ammonta a oltre sei milioni di euro, è inaccessibile per il monte stipendi della Fiorentina attuale, ma il giocatore potrebbe essere più che affascinato dall'idea di giocare in una squadra che di spagnolo ha il modo di giocare, e che ha in rosa diversi giocatori che parlano la sua lingua. Se poi i viola disputassero anche le coppe europee...